Alla ricerca della felicità…

K emozione, mondo, che emozione!!! Non ci sono parole per descrivere il mio stato d’animo, tra alti e bassi, ma è tutto semplicemente “wow” e alla fine il “wow” di felicità prevale JJJ

A proposito di felicità…………… Qualche consiglio per la vita J Spero che diventi un modello da esempio pour tous le monde!!!!!! Mi raccomando J In particolare consiglio l’interivista più che l’articolo, che da voce al diretto interessato J Cmq Buona lettura J

 

 

<< Nepal, il titolo è stato attribuito da alcuni scienziati del Wisconsin
La sua ricetta? "Arrabbiatevi il meno possibile"

Ecco l’uomo più felice del mondo
E’ un monaco buddista francese-
Matthieu Ricard

E’ stato monitorato con 256 sensori. Analizzate le reazioni cerebrali

LONDRA La felicità non è di questo mondo? Almeno a giudicare il caso di Matthieu Ricard, monaco buddhista parigino, il vecchio motto deve essere assolutamente rivisto. Parola di scienziati. In particolare, di quelli dell’università del Wisconsin che ha sottoposto il monaco a una serie di test scientifici arrivando a un responso inequivocabile: Monsieur Ricard può essere considerato "Mr Happy", l’uomo più felice del mondo.

Come è stato attribuito il titolo? Il gruppo di neuroscienziati dell’ateneo americano, guidati dal professor Richard K. Davidson, ha monitorato l’attività cerebrale del monaco con 256 sensori e una serie di scanning in profondità. La tecnica messa a punto dal professor Davidson – una delle massima autorità nel campo della neuroplasticità, la disciplina che studia la strabiliante capacità evolutiva e di adattamento del cervello – misura l’attività della corteccia pre-frontale, perché più alta è l’attività di quella regione della testa e più l’individuo osservato è ritenuto in pace con se stesso e con la realtà. Se i volontari sottoposti a questo esperimento hanno riportato in genere valori tra +0,3 (disperazione) e -0,3 (beatitudine), "Mr. Happy" è arrivato ad uno strabiliante -0,45.

Ma visto che lui è riuscito a raggiungerla, qual è la ricetta per la felicità suggerita dal monaco?
Secondo quanto scritto in un libro pubblicato di recente a Londra, Matthieu Richard – sessanta anni, figlio di una delle più grandi penne del giornalismo d’oltralpe (il defunto Jean-Francois Revel), una brillante carriere di biologo abbandonata per abbracciare il buddismo e ritirarsi in Nepal – la felicità è soprattuto una questione di igiene mentale. L’uomo, infatti, è una creatura malleabile, capace di grandi trasformazioni. Per questo, se riesce a modificare in modo positivo e altruistico il treno dei pensieri, può migliorare la percezione e l’interpretazione del mondo. Felici, insomma, si può diventare. Ma molti non lo sanno: "Molti essere umani – spiega Ricard – vivono come clochard, inconsapevoli del tesoro sepolto sotto la loro baracca".

Come fare, dunque, per essere felici? La ricetta del monaco è, a sorpresa, molto british: autocontrollo. Mr Happy non crede infatti assolutamente che dar ibero alle proprie emozioni intime sia una salutare valvola di sfogo. "Un attimo di rabbia – ammonisce – può distruggere anni di pazienza".

 

(19 febbraio 2007)- La Repubblica >>

 

 

 

<<L’uomo più felice del mondo: «Il segreto? Allenarsi»

Matthieu Ricard, 62 anni: ha lasciato la carriera per diventare monaco buddista. «La serenità è una scelta»

MILANO — L’uomo più felice della terra è un monaco buddista di 62 anni piuttosto alto, ironico e molto impegnato (segue 30 progetti umanitari in Tibet, in Nepal e in India). Parigino, papà filosofo dell’Académie française (Jean-Francois Revel) e mamma pittrice (Yahne Le Tourmelin), è cresciuto in mezzo a Luis Buñuel, Igor Stravinsky e Henri Cartier-Bresson. A pane e cultura, insomma. A 26 anni ha buttato all’aria il dottorato in genetica cellulare all’Istituto Pasteur di Parigi per cercare la sua strada in Himalaya. Oggi è uno dei consiglieri del Dalai Lama. E gli scienziati dell’Università del Wisconsin che hanno studiato le sue onde cerebrali hanno sentenziato: «È l’uomo più felice della terra». Decisamente Matthieu Ricard ha trovato la sua strada. Impossibile, incontrandolo, non partire da qui.

    • Che cosa dobbiamo fare per essere felici?
      Se l’aspettava. Sorride con gli occhi e risponde con tono gentile: «Istintivamente riponiamo tutte le nostre speranze nelle condizioni esteriori. Non è sbagliato. È normale anelare a una vita lunga, in salute, in un paese libero e democratico. Ma è fondamentale che ci concentriamo sulle condizioni interiori. Perché la felicità non è una successione fortunata di eventi felici, ma è un modo di essere ottimale che ci dà le risorse per gestire ciò che ci succede. La strada per arrivarci è l’allenamento dei nostri sentimenti migliori: l’altruismo, la compassione, la pace interiore. Ed è anche la liberazione progressiva dalla collera, dalla paura, dalla gelosia, dall’orgoglio».
    • Facile in un monastero. Difficile da praticare tutti i giorni con il capo, l’amica o il vicino di casa.
      «A maggior ragione in un mondo caotico è importante cominciare a trasformare dentro di noi. Con un po’ di sforzo e tanta pratica. Come si dedicano molti anni alla formazione culturale e professionale, così dobbiamo darci del tempo per trasformare noi stessi ».
    • Come «allenarci», per esempio, quando ci sentiamo provocati in ufficio?
      «Con il contagio emozionale. Cioè rispondendo con un atteggiamento sinceramente positivo e aperto. L’aggressività di quel collega, alla fine, si smorzerà. Il che non significa essere passivi e subire. Vuol dire scegliere lucidamente di non litigare».
    • Esiste una felicità del falegname, del panettiere, del manager?
      «No. Le componenti fondamentali della felicità sono le stesse per tutti, come quelle dell’infelicità: bontà, generosità, apertura al prossimo; e malvagità, gelosia, egoismo».
    • Nel suo ultimo libro «Il gusto di essere felici» (Sperling Kupfer) scrive che la «felicità è il gusto di vivere ». Come chiederlo a un disoccupato o a un malato terminale?
      «Gli studi hanno verificato che di fronte a un tumore ci sono due risposte: un crollo fisico e morale oppure, ed è la maggioranza, una capacità di vivere con pienezza e appagamento il tempo che resta».
    • È possibile educare i bambini a essere felici?
      «Fanno la differenza l’affetto, la tenerezza e l’amore che ricevono dalla madre. È lei a dover essere messa in condizione di potersi occupare del figlio nel modo migliore».
    • Che senso ha fare ricerca interiore mentre i popoli sono sconvolti da guerre e povertà? Non sarebbe più utile agire concretamente?
      «Potremmo domandarci, allora, a quale scopo costruire un ospedale. Non dovremmo sbrigarci e operare per strada chi è ferito? Eppure, quando l’ospedale è finito, sarà un mezzo molto più potente per prestare soccorso. Allo stesso modo non c’è nessuna guerra che non cominci con dei pensieri di odio, di collera e di competizione. Se cominciamo a trasformarli a livello individuale, forse si può evitare la guerra».
    • Crede che il Dalai Lama riuscirà a tornare in Tibet?
      «Lo si dovrebbe chiedere al governo cinese. Naturalmente lo spero».
    • Cosa pensa del boicottaggio delle Olimpiadi?
      «Il problema del Tibet non si risolverà senza il dialogo. Se le autorità internazionali davvero vogliono aiutare il Tibet, possono chiedere al capo di stato cinese di incontrare il Dalai Lama come condizione indispensabile per la partecipazione alla cerimonia inaugurale dei Giochi».
    • La gioventù radicale tibetana ha detto di essere pronta a gesti estremi, senza escludere i kamikaze.
      «È un atto di disperazione. I giovani hanno capito che il mondo rivolge l’attenzione alla causa tibetana solo di fronte ad atti di violenza».

Elvira Serra-Il Corriere della sera-05 aprile 2008 >>

 

 

 

Personalmente mi ha colpito molto, soprattutto ciò che ho evidenziato, cm avrete capito:)… Invece rivedrei alcune cose su cui non sono pienamente d’accordo..cmq, in ogni caso, non so se a 26 anni, in realtà credo un bel po’ più avantiJ, ma un giorno anche io andrò sull’Himalaya J

X ora è tutto, alla proxima 🙂

Elu WWF

 

1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Lucia
    Dic 07, 2008 @ 22:07:59

    Vengo con te sull\’Himalaya Eli! molto volentieri:)

    Rispondi

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