Inevitabile la felicità? essere o non essere. o. essere e non essere.

andremo sempre più verso l’estasi… e la perdizione insieme.

il momento di massima libertà sarà anche quello di massima prigionia.

il momento di massima gioia.. come potrà essere il momento di massimo dolore?

la gioia ingloba il dolore e diventa qualcosa di unione, qualcosa di superiore.

ma come un tempo è nato il distacco. ancora potrà riverificarsi.

quando vedrai dio negli occhi smetterai di esistere.

quando vivrai morirai.

nello stesso momento. in ogni momento. tutto è già accaduto. tutto è qui e ora.

come posso credere nella felicità?

non ci devo credere però qualcosa mi dice che accadrà.

e ogni volta di più sarò capace di perdere tutto.

quando perderò tutto sarò felice.

a quel punto la perdita sarà gioia.

e come può allora la gioia diventare dolore?

non lo so. non lo capisco. ma qualcosa accadrà.

andrò verso la gioia? andiamo verso l’estasi? l’amplificazione della mente?

ma anche verso la perdita di noi stessi.

quando saremo più felici.. non potremo esistere per goderne.

andiamo verso la felicità. perchè perdiamo noi stessi.

ma quindi non andiamo verso la felicità.

andiamo verso un’altra forma di felicità. un’altra forma di gioia.

diversa da quella a cui eravamo abituati.

forse veniamo da una gioia dell’ego.

ora andiamo verso la gioia del non ego.

veniamo dal dolore dell’ego.

andiamo verso il dolore del non ego.

quale è il dolore del non ego? il non essere. lo smettere di esistere. non solo dell’ego. ma di tutto.

tutto esiste. solo nel momento in cui esiste. sennò è nulla.

tutto esiste solo nel momento in cui si autoriflette. non so come spiegarlo.

siamo polvere di stelle. nulla e tutto. nostalgia?

forse siamo nostalgia. forse l’unica costante è la nostalgia?

quando siamo niente.. ci mancherà il tutto.

vorremo perdere la felicità.. pur di ritrovare l’illusione di esistere.

al niente manca il tutto.

e al tutto il niente.

che senso ha?

tutto. e niente.

dove ci porta questo? a tutto e a niente.

chissà cosa altro capirò poi.

pensavo anche che forse sono diventata abbastanza adulta… da avere preso la forma principale che devo essere. quindi per questa vita ho già capito abbastanza? prossimamente capirò meno? oppure forse no. tanto si cambia in continuazione. e io ho sempre avuto dei stravolgimenti di pensiero. (ricerca di un senso – scoperta del relativismo – scoperta di Dio cattolico – scoperta di un Dio oltre al cattolico – scoperta della non esistenza di Dio insieme a Dio) quindi questo prelude che continueranno ad esserci. mi incuriosisce.. chissà cosa ci sarà poi.. ma il fatto che lo attendo.. non mi piace. non voglio attendere oltre. non voglio pensare che ci sarà un cambiamento. sennò tipo mi sposto nel futuro. tanto sono limitata e nel presente non ci posso stare comunque. oppure un po. vabbe basta critiche. tanto lo so che tutto quello che dico ha senso e non ha senso..e non mi porta da nessuna parte.

comunque perchè dovrei essere triste di questo vuoto che si riflette su se stesso?

secondo me forse arriverò ad essere felice. quella tipica felicità per niente. inevitabile. che si rende conto lei stessa che è vuota. però perchè essere tristi? perchè essere felici?

perchè ci muoviamo verso la perdita di noi stessi. quindi dobbiamo conquistare qualcosa.

se invece vogliamo conquistare, vogliamo avere tutto. a quel punto perdiamo la felicità.

l’unico modo che ha di esistere il nulla. è tramite gli opposti. e può diventare tutto.

io non credo che essere felici per niente sia meglio che essere tristi per tutto. in un certo senso.

come posso dirlo meglio?

il vuoto ti rende felice. e il pieno ti rende triste.

la tristezza ti rende felice. e la felicità ti rende triste.

e se il tempo non esiste. questo avviene in ogni secondo, in ogni istante, sempre. e ovunque.

non è niente di meglio il posto dove stiamo andando, rispetto dove già siamo.

è già tutto qui. tutto accaduto. tutto presente.

eppure. io ricordo di quell istante. in cui provavo un dolore immenso. e di quell’istante in cui provavo una gioia immensa. non totali. mai. (oppure si?) sarei vissuta per sempre in quella gioia. e mai avrei voluto riprovare quel dolore. cos’era quell istante in cui sentivo solo gioia e quell’istante in cui sentivo solo dolore? un gioco del tempo? cosa è il tempo? la possibilità di sentire solo la gioia. pagandone il prezzo. quando avviene solo il dolore. ma quando diventi nulla. quel prezzo lo riesci ad accettare. è il prezzo per diventare essere.

complimenti elisa. gran bel pezzo. vedo che siamo nella strada per riuscire a esprimerci. ah. che gioco illusorio che sono. sono e non sono. mi abbandonerò alla felicità. perchè perderò me stessa. sarà inevitabile. ecco che posso ricominciare… vabbe.. dai l’ho già scritto. non direi niente di nuovo. ma credo che ho bisogno di ripeterlo, ancora e ancora e ancora.. a ciclo. non si dice mai niente di nuovo. e tutto è sempre nuovo. sto perdendo me stessa. ma ancora sono in me stessa. sto conquistando la gioia per niente. eppure ho anche la tristezza del tutto. dove andrò? dove già sono. cosa cambia da ora a poi? quali sono le variabili che mi fanno dire un prima e un dopo? tutto e niente. mi stancherò di parlare. non vedo l’ora. mi mancherà poi il mio parlare. non avrò mai pace. anche se la pace è sempre con me. perchè allora focalizzarsi sul fatto che non avrai mai pace elisa? dovresti essere neutra. ma non ci riesco. vuol dire che sarò ancora felice. che un giorno riuscirò a focalizzarmi ancora sul riuscire ad essere felice per niente. è un rompicapo in cui vedo già la soluzione, e in cui resto nel rompicapo.

semplicemente fra un po smetterò di aver voglia di scrivere fino alla prossima volta.

so già cosa mi renderebbe felice. l’incontro con certe persone, il fatto di riuscire a dire a motle persone quello che penso. mi renderebbero felice. anche se non vale niente.

e a quel punto giungerà qualcosa a rendermi ancora triste? ci sarà tristezza? beh per forza. una tristezza che mi ricorderà che tutto quello che è stato comunque non è niente. e tutto.

ha perfettamente senso e non senso.

passata la voglia di scrivere? torniamo a osservare altre cose nella tua vita?

ma tipo ti piace quello che stai scrivendo? quello che stai pensando? vivendo? boh. non c’è male. per ora. neutro.

boh. boh. boh.

………………parole per ora in esaurimento………

la gioia ingloba il dolore? o la gioia si alterna al dolore? e la gioia e il dolore si accolgono vicendevolmente? la gioia ingloba il dolore quando il dolore ingloba la gioia. perché la gioia dovrebbe vincere? ogni volta che conquisto, perdo qualcosa. conquisto qualcosa di più grande di quello che ho perso? no, è qualcosa tipo un’illusione del tempo.

(ah si le parole non si erano ancora esaurite.. prima.. o solo un po.. non tanto da concludere il post..)

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