Destino e libero arbitrio

come tutti gli opposti, questi coesistono insieme anche loro.

Ho letto una volta in un sito di una domanda sul libero arbitrio ad un prete cattolico.

(l’ho cercato ma non l’ho trovato ora; ho trovato altri siti che parlano al riguardo, ma mi sembrano più lunghi, non ho voglia di leggerli.)

si chiedeva al riguardo della rinnegazione di Pietro:

nell’ultima cena Gesu dice che Pietro lo rinnegherà tre volte al canto del gallo.

pietro si chiede come possa essere possibile, e non riesce a crederci. eppure così accade.

la domanda che si poneva era come poteva esserci il libero arbitrio, se Gesù già sapeva quello che sarebbe successo.

la risposta che si diede, era qualcosa del tipo.. il libero arbitrio consiste nella possibilità dell’uomo di scegliere Dio e il bene, o separarsi, distaccarsi da Lui.

in modo un po’ indiretto si ricavava quindi che tutto è predestinato, tu puoi scegliere il bene o il male, in questo sta la tua scelta, ma qualsiasi scelta tu faccia, è già predestinata. insomma. non si nega la predestinazione fino in fondo. si usavano giri di parole per dire che l’uomo ha la possibilità di staccarsi da Dio. ma indirettamente capisci che non è lui che lo sceglie quando staccarsi.

secondo me, il libero arbitrio consiste nella possibilità di poter fare quello che vuoi. ma quello che vuoi coincide con quello che è stato scelto per te. ogni volta fai quello che vuoi, ogni volta è quello che dovevi fare.

e se uno dice ma io non volevo fargli del male, questo è vero e non è vero. se lo hai fatto, vuol dire che in un certa misura lo hai voluto, e se lo hai voluto era perchè doveva essere così. e poi anche non è vero. perchè dentro di te in una certa misura non volevi. (poi questo gioco della misura, delle percentuali che uso.. in realtà.. ha senso e non ha senso.. è semplicemente l’opposto dell’essere assoluti, coesistono entrambi.. potrei dire probabilmente anche che lui non voleva fare del male in assoluto, e lo voleva in assoluto.. ma non addentriamoci troppo ora in questi voli pindarici.. che intuisco un po’ ma sfuggono ancora anche a me.. secondo me qui entrano in gioco le mie contraddizioni..e non. perchè in un certo senso già le riconosco.. non mi contraddicono. e mi contraddicono.)

insomma tu scegli ciò che ti è stato predestinato.

sei libero e in trappola allo stesso tempo.

e le condizioni in cui capiti, quelle che sembrano essere messe li al di fuori di te, per es. il fatto di nascere in un certo posto, in certe condizioni famigliari, sociali, economiche.. anche quelle in un certo senso le hai scelte (siamo in un mondo anche di sogno) e in un certo senso erano quelle che ti erano state predestinate.

quindi sta a noi “scegliere” da che parte vedere la cosa. o ognuno è predestinato a vedere la cosa a suo modo.

in ogni caso hai pro e contro.

la visione del libero arbitrio, ti fa sentire che puoi fare quello che vuoi, ma se qualcosa va male, a quel punto è tua la colpa. se qualcosa va storto, sei tu che sbagli.

Stavo pensando in realtà secondo me le persone si fermano il più delle volte in una sorta di limbo della contraddizione (che ha non ha senso, ma nel suo non senso c’è un senso perfetto..). in cui credono di essere liberi, e che possono fare quello che vogliono e se fanno qualcosa e non funziona è perchè o gli altri non li seguono, quindi sono gli altri che non vogliono essere aiutati, problema loro, oppure perchè hanno avuto grandi difficoltà, le loro difficoltà che li rallenta.

in realtà è un gioco di parole contraddittorio. perchè se tu credi che le persone possono fare di tutto, e sta a loro la capaictà di risollevarsi ogni volta, beh hai esempi di tante persone che erano davvero in grandi difficoltà (esiste sempre qualcuno con più difficoltà di te in quest’ottica..) e che comunque si sono riscattati. a quel punto se lo riconosci, ti rendi conto che sei tu che non sei ingrado di farcela. perchè c’è chi in condizioni più difficili della tua è riuscito, e se tu non riesci è solo colpa tua. e se non vuoi usare il termine colpa.. sostituiscilo con responsabilità. se vuoi vedere dal punto di vista che tu hai la possibilità di scegliere, allora devi assumerti tutta la responsabilità delle tue scelte.

se invece prendiamo la visione del determinismo. c’è qualcosa di piacevole nel non aver colpa, non hai responsabilità di niente. tutto quello che accade è perchè doveva essere così. ma questo comporta un grande senso di impotenza. quando arrivano le gioie e i dolori, arrivano e tu non puoi farci niente. seguono il loro ciclo, che avrà anche un ordine. e tu diventi passivo.

credo che bisogna osservare insieme queste due visioni. coesistono allo stesso tempo.

(bisogna.. e non bisogna – fate come volete – come è predestinato che sia..ecc..)

Personalmente, nella mia vita ora, c’è una predilezione per il determinismo. un po soffro del sentirmi prigioniera, un po’ sono felice del non avere responsabilità. un po di tempo fa credo che invece ero molto incentrata sul fatto che tuto ciò che accade è responsabilità e scelta mia. e quando le cose non andavano, era perchè io non riuscivo a farle funzionare.

adesso quindi sento che non scelgo niente, tutto è predestinato, devo solo fare ciò che voglio (e a volte posso voler fare ciò che non voglio – attenzione lo voglio comunque..!) e tutto ciò che mi accade è anche il risultato della mia resopnsabilità. quindi ogni volta che non riesco vedo tutti i miei limiti. quando riesco vedo le mie possibilità. ma nel complesso per ora mi piace più l’aspetto dell’abbandono, dell’impotenza, e del non avere colpe. forse riequilibrerò la cosa nel tempo. (creando altri disordini.. sempre in questo gioco di opposti certo..)

quindi mi sento libera da ogni colpa, ma completamente responsabile di ciò che faccio. limitata e con delle possibilità.

Insomma niente di nuovo, espresso in un modo nuovo.. diciamo così.. chissà come si potrà dire la stessa cosa, ancora in modi nuovi..

c’è stato un momento in cui mi si è messa in crisi la mia visione del determinismo.

mi chiedevo, ma come avevo fatto a dimenticarmene?

poi in realtà no. Non importa. non mi cambia molto.

magari lì c’è un solito nuovo inizio per poter dire le solite cose in un modo nuovo..

riguardava la visione scientifica e il determinismo.

nella scienza già si è visto che il determinismo non può esistere, soprattutto quando andiamo nell’infinitamente grande, e nell’infinitamente piccolo. si parla di probabilità. quindi più ti sposti verso gli assoluti, più trovi un relativismo.

quindi pensavo.. tutto quello che scelgo lo faccio come se qualcuno mi mette int esta un’idea in un certo momento, o se le cose cambiano.. ed è un po’ paragonabile a una catena di eventi azione-reazione. eppure questo non è possibile perchè se è vero che nella meccanica newtoniana (si dice così?) puoi calcolare il moto di un corpo (nel vuoto teorico, o grossomodo, o assumendo di conoscere tutte le variabili necessarie, attriti, aria.. ecc..) nell’infinitamente piccolo per esempio non puoi prevedere la posizione e la velocità insieme di una particella (principio di indeterminazione di Heisenberg..)

secondo me appunto qui ci sono le basi tipo per dire le solite cose in un modo nuovo..

un’ultima osservazione. oggi studiavo la schizofrenia. sentire più voci, sentire che i pensieri vengono messi intesta e imposti, e cambiano da soli, sentire di essere impotenti.. alcuni dei tanti sintomi di una malattia comunque complessa.. boh.. pensavo, niente di nuovo, che c’è un grande e sottile confine e continuum tra sano e malato..

ps. per curiosità, l’immagine fa riferimento all’aneddoto del “filo rosso del destino”..

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