Disillusione

..eccola, è sopraggiunta. mi avvolge nello sconforto. la tristezza. la mancanza di voglia di combattere. che senso ha? è normale? come reagire? ha senso? che sarà? vedremo. no.. ancora? basta… 😦

ps. tutto quello che ho scritto oggi. un palloncino di aria scoppiato. senza senso. non ha neppure senso riparlarne di più. giusto dire.. un modo come un altro per esaltarsi senza motivo.

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mi sento..

come sheldon quando si concentra per capire le cose, intrippata.. xD

adesso vado a mangiare gli spaghetti, perchè mi è venuta voglia ieri.. guardando sheldon che ha chiesto a penny di preparagli gli spaghetti.. mi hanno fatto voglia.

ah e ho corretto la mappina. lo scibile.. si intende scibile umano. non sul mondo. è tutto incentrato sull’uomo più che sull’universo. l’universo “oggettivo” (se così si può dire) fa parte solo delle scienze di base direi. con la biologia c’è la terra. tutto il resto è relazionato molto più diciamo all’uomo. quindi scibile umano. ah è bella in questo senso la medicina. mi sembra il trait-d’union di tutto il sapere. la scienza dell’uomo. l’unione tra il macro e il micro. l’uomo al centro. sa di qualcosa di rinascimentale tutto questo.

va bene. spaghetti.

 

ps. un più rilassata che ho detto quello che volevo dire.. forse anche. e paurosa se c’è troppo scombussolamento. si alterneranno come gioia e dolore ancora?

ho detto tuttooooooo? mi sneto anche che mi sto stancando di blabla.

basta. vedremo. spaghetti.

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Sapere

caro diario. oggi voglio scrivere nel mio blog, ma ho voglia di rivolgermi al mio diario. ho fatto una scoperta wow. e non so da che aprte farmi per spiegarla. strano, succede sempre così. va bene vediamo. paroline chiave. non c’è tempo per sistemare la punteggiatura e le parole maiuscole che non vengono in automatico.. u.u potrei apreire un word e fare un copia e incolla successivo.. noo.. voglio scrivere nel mio blog, non so di preciso perchè, non ho voglia di capirlo. allora paroline chiave. sapere. scibile umano. mappine mentale. studiare. ricordare. incastrare tutto nella mente subito. è come se le risposte finalmente stanno avendo un senso. mi sento potente. mi sento in disequilibrio. probabilmente fra un po cadrò. i miei problemi sembrano risolversi. e non mi imorta di niente. meno me ne frega, più ottengo. posso morire subito. ho già avuto ciò che volevo. no voglio ancora. si ma niente è importante. sapere. ah. il sapere io l’ho sempre considerato una delle cose meno importanti. forse. diciamo che mi piace studiare.. per capire la tecnica stessa del sapere in se. se so quella è come se so tutto. ecco è questo il punto credo di essrci. oddio. non so. comunque di aver fatto un passo importante al riguardo. è come se ora so dove incastrare le cose che apprendo. oddio non proprio bene. in linea generale, poi mi devo esercitare un po al riguardo. prima pensavo equilibrio acido base. dove lo metto? è come se ho trovato la mappa mentale prima, generatrice di tutto. si chiama “sapere”. ci sono arrivata dalla periferia, dai suoi rami più lontani. il mio percorso è sempre così, arrivare al fine ultimo, il fascino dell’assoluto. e il suo nulla intrinseco. è come se io quando studiavo, non studiavo la cosa in se, ma studiavo il metodo per studiare. e nel mentre che lo facevo studiavo anche la cosa in se. ma come effetto, non era lo scopo. e ora me ne sto accorgendo. io studio come sfida contro me stessa, per vedere la disciplina mentale, per vedere il mio progresso. il miglioramento. o il restare sempre fermi. lo studio come metafora di vita. la mia mente. le mappe mentali. mi mancava la mappa mentale ultima. il sapere in se. sto descrivendo. cos’è il blabla che fuoriesce dalle persone. cos’è il memorizzare. chissà a quale mappa mentale mi sto riferendo. cosa sono queste parole che sgorgano? non lo so? sto traballando? dovevo spiegare. posso riprovare. partendo dalla narrazione dei fatti. beh la narrazione dei fatti è semplice. studiavo. nefrologia. e avevo riiniziato dai ripassi. l’anatomia, la fisiologia, la semeiotica e la clinica generale. poi dovevo concentrarmi di più su esame delle urine, e equilibrio idroelettrico, acidobase. e dopo mi potevo dedicare alle malattie vere e proprie di interesse nefrologico. quelle terminali, di insufficienze, quelle classificate secondo la struttura stessa del rene, che interessano componenti partic del rene (glomerulo, tubulo-interstizio)e poi infezioni, ostruzioni e calcoli, genetiche, vasi. e allora stavo studiando in particolare la semeiotica e clinica generale. bene tra le altre cose chiedere gli esami del sangue. e poi mi sono fermata. eprchè una cosa che incontro così tanto spesso mi sento di non saperla? perchè non ha avuto così senso soffermarmi a impararla fino ad ora? comunque ora ok, voglio andare a riguardarmela. in delle mappine mentali indietro di patologia.  ecco. patologie del circolo > studio delle cellule del sangue, gli eritrociti > ematocrito. in cinque minuti ri-imparo ciò che mi interessa. emocromo, volume corpuscolare medio, volume medio piastrinico, ematocrito.. e mi ricordo che mi aveva chiesto qualcosa all’ultimo esame. non mi ricordo se su ematocrito, emocromo o cosa. a me veniva in mente qualcosa tipo  volume, massa… perchè io avevo questo vago ricordo ematocrito = volume corpuscolare medio x numero globuli rossi. ora ho capito. vabbe in sintesi. qualcosa ricominciava a collegarsi. non posso sapere tutto perchè nel modo in cui studio io.. diventa dispendioso sapere tutto. eppure è l’unico modo che per me ha senso per studiare. per me nel senso. con gli altri modi ci metterei ugualmente la stessa fatica perchè non mi verrebbero naturali. questo mi viene naturale, ma è dispendioso. ma è naturale. le persone si muovono per come viene loro naturale fare le cose. anche se a volte può sembrare innaturale, controvoglia.. in realtà vogliono così. insomma ho ristudiato l’emocromo per le analisi del sangue. e poi cosa è successo? blocco. cosa è successo? perchè non mi vengono ora naturali le parole? altre domande, altre risposte da trovare. va bene ora però mi concentro. ci sto mettendo un po di minuti ma ce la farò. a riprendere il filo del discorso. cosa ho fatto dopo lo studio dell’emocromo?

 

paroline chiave?

mi sono accorta che avrei dovuto ricercare ogni dubbio qua e la indietro, ogni volta che mi venivano in mente. e li avrei ogni volta re-imparati sempre più infretta. ma farlo ogni volta per ogni cosa non posso neanche sennò sto ferma all’infinito. se cerco significato di ogni parola, potrei non fermarmi più e andare sempre più in profondità chiedendo di ogni cosa il perchè. paradossalmente perchè il termine paradosso? da cosa deriva? perchè è un avverbio, cos’è un avverbio? insomma ci vuole un equilibrio tra quello che posso sapere e quando mi devo fermare. Avevo visto una puntata di sheldon (the big bang theory) di recente.. in cui voleva nascondere qualcosa.. e allora diceva qualcosa tipo esco. e se il suo coinquilino gli chiedeva perchè? lui diceva che non aveva senso dargli una risposta, perchè ogni sua ripsosta poteva essere seguita da un altra domanda “perchè?” finche non avrebbe deciso che gli sarebbe bastato senza sapere oltre, allora gli basti già sapere “esco perchè esco”. e aveva dato un nome a questo procedimento. affascinante. ah. non me lo ricordo.. 😀 mi incuriosisce.. ma sto ancora imparando come sapere le cose subito. secondo me sto andando vicino al metodo giusto per me.. “memoria eiedetica” dice sempre sheldon. ecco qualcosa del genere. sto come comprendendo il motivo per cui tutti potrebbero raggiungerla, e perchè non tutti lo fanno. il motivo è perchè manca la motivazione ad impararlo. almeno per me credo funziona così, non la trovo utile. perchè è una nozione persa. non so come riprenderla. ops. ma il problema è il problema stesso detto così. qualcosa del tipo è inutile perchè è inutile. mi sto perdendo. comunque qualcosa sul motivo per cui non posso imparare le nozioni così e basta si è capito. cioè impararmi le cose mi fa un po effetto elenco del telefono. agli autistici piace impararsi gli elenchi del telefono e gli viene facile. perchè bisogna chiedersi? ah. questi perchè. insomma se mi imparo qualcosa mi sa di perdita di tempo. ma ora non più. perchè ora rientrano nella mia mappa, vanno a far parte del mio puzzle dello scibile, acquistano un senso. un senso che non hanno in fondo. tutto ha senso e non ha senso. però ora hanno il senso giusto per impararle. ed è sempre più difficile parlare. dire, la consapevolezza man mano che si manifesta sembra sempre di più acquisire nuove forma di nulla. più so, più non so. più mi avvicino al nulla. comunque anche sulle mie grandi aperture di parentesi si potrebbe aprire una parentesi, ma non è questa l’occasione. ritorniamo a noi. ah. mi dispiace che possa dare fastidio il mio parlare così a parentesi. sembra così spezzettato. ma mi viene naturale, e non ho voglia di spendere energie per fare diverso. ora non ne ho la motivazione neanche. quindi è così. allora ritorniamo a noi. magari questa è la volta buona. parole parole parole. blablabla infiniti. è proprio difficile andare al punto del cosa è successo dopo quell emocromo. forse perchè il mondo mi si stava aprendo come sta accadendo ora. capivo e non capivo piano piano. allora emocromo. non posso sapere tutto. ohi più avanti faro una sintesi più chiara, piano piano le cose mi si chiarificheranno, mi verrà semplice e naturale spiegare. storia. ora sto facendo la storia. la mia storia. un po come la storia dell’uomo. la storia di come sto facendo la scoperta. con questo mio diario. oh. storia mia, dell’umanità. stesso processo.

insomma ho pensato dovrei sistemare le mie nozioni, in modo da renderle più accessibili. io ho iniziato a farmi mappine solo da patologia. invece dovrei farmi le mappine per l’anatomia, la fisiologia.. e per cos’altro ancora? e allora mi sono fatta la mappina dello scibile sulla medicina. et voilà ora il passo è breve. la mappina sulla medicina racchiudeva le scienze di base, la biologia, il corpo umano (anatomia, embriologia, fisiologia), la patologia, la clinica (epidemiologia, semeiotica, diagnostica laboratoristica e di imaging, farmacologia) e infine le singole branche mediche (es. nefrologia). ok. la guardavo. ero contenta. ero soddisfatta. ma c’era qualcosa che ancora non mi quadrava. quelle scienze di base lassù a sinistra. le guardavo e pensavo. ma nelle scienze di base c’è un mondo. perchè hanno solo quello spazietto lassù in alto. come la nefrologia in basso a destra. è come se nella mia mappa… mi muovevo dal più generale al più particolare. è strano. ora penso la medicina sia probabilmente soprattutto più associabile allo studio delle branche mediche. e con associabile credo.. intendo “cose raggruppate sotto”. forse la mia visione più che a mappa mentale… è a insiemi. e la mappa non va bene… vabbè ci penseremo. sto divagando. a quel punto ho semplicemente pensato che dovevo fare un altra mappa. per mettere al giusto livello le scienze di base. non sapevo ancora quale era il titolo. ho iniziato.

scienze di base. rientrano nella scienza. assieme alla biologia, alla medicina. e qui ho messo tutta la scienza. e poi allora da un’altra parte c’erano le materie umanistiche. e poi all’ultimo mi sono ricordata dell’arte. e della tecnica. le ho messe da parte. ma la cosa più interessante. era che ero giunta alla mappina ultima. l’insiemem più grande. lo scibile, il sapere in se stesso.

 

oddio ora mi rendo conto che può sembrare di aver scoperto l’acqua calda. è strano come si comporta il mondo-destino in effetti. ti fa sembrare le cose più semplici le più difficili, e le più difficili poi si rivelano le più semplici. perchè perchè questa cosa difficile-semplice è importante? perchè ora so dove incastro le cose che studio. sono arrivata alla mappa mentale ultima. mi sa che è importante. io ultimamente studiavo in modo strano. dovevo raggiungere questo fine per riprendere equilibrio. mi riempivo di dettagli, ora so come incastrare meglio le cose. sembra così semplice. assurdo.

 

vado a mangiare.. ancora scombussolata, chissà dove andrò a parare.. probabilmente da nessuna parte. oppure da qualche parte. non lo so. arriverà la tristezza dopo l’esaltazione? un’esaltazione per nulla… ah. non lo so. dire dire.. e scoprire l’acqua calda. ah. che cosa assurda. qual’è la cosa oltre?

devo esercitarmi a chiedermi ogni volta quando imparo una cosa, in quale pezzo della mia mappa la metto. e posso impararle subito. mi vengono subito mille collegamenti. la mia memoria a lungo termine si dovrebbe attivare subito. ecco qual è la grande scoperta. l’acqua calda ha il suo fascino. 

ecco devo pensare quindi all’equilibrio acido base. dove lo incastro nella mia magica mappa mentale virtuale? non ho più bisogno di mappe mentali? oppure un po si.. ma saranno più scarne, essenziali? vedremo

ok qualcosa ho capito. credo sia importante questo punto fondamentale. tutto questo blabla per le ultime righe. ecco le ho scritte in grassetto. la scoperta. vedremo quanto e se funziona. e quali saranno le prossime acque calde da scoprire. per me è tanto. prima fatica. prima dispersione, no senso riprendere le cose. prima il centro del mondo era quello che studiavo (es. patogia. patologia del circolo.). ma non lo relazionavo allo scibile in se. finita la patologia. ricominciare con la farmacologia. era come se la patologia venisse…”persa”. cambiava centro. cambiava tutto. ora invece ho trovato il centro primo e ultimo. ora vedo che la stessa cosa la posso vedere in più sensi. si collega meglio. si dovrebbe imparare meglio e prima. non lo so. acqua calda. vedremo. chissà cosa ne sarà di me. sbalzi, crisi, ritorno triste post esaltazione per nulla?, alternanza di gioia e dolore…? vedremo.

come ho già detto. cibo. buon pranzo.. alla prossima..

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