IL POTERE DELLE BELLE PAROLE. Il linguaggio consapevole, il linguaggio positivo o neutro-qualitativo.

CORPO, PAROLA E MENTE. Il Buddha dice che abbiamo tre strumenti principali per agire nel mondo: corpo, parola e mente.

  • Per quanto riguarda il corpo, beh bisogna usare il corpo in modo corretto:  le incomprensioni non si devono mai spostare sul piano fisico. io già da piccolina, intorno al periodo delle elementari, me lo ero ripromessa, soprattutto per stare meglio con mia sorella minore, qualsiasi cosa fosse successo sarei rimasta sul piano verbale. Credo che dopo poco si è adeguata anche mia sorella.. E così è stato. secondo me è proprio la base. Per chi è qui a leggere e parlare di filosofie credo ci sia in modo simile già riuscito, o in ogni caso sia abbastanza facile e immediato riuscirci. Ripeto è l’ABC, bisogna conoscere bene l’alfabeto per poter scrivere parole e paroloni. Quindi bisogna poter controllare le proprie mani, il proprio corpo che sono più visibili, poi si può passare a concentrarsi di più a controllare le parole.
  • Per quanto riguarda le parole, ecco che qui entriamo in un campo molto più sottile, su cui c’è davvero tanto ancora da capire ed esercitarsi, non è così immediato. è quello su cui secondo me bisogna più insistere, quello su cui occorre prendere più consapevolezza oggi, e su cui poi esercitarsi di più.
  • Per quanto riguarda invece la mente, beh quello è lo step finale, controllare ogni singolo pensiero e fare in modo che sia di bellezza per noi e tutti gli esseri.. Meglio andare per gradi, e già con il controllo della parola si hanno un po’ più di influenze sul pensiero. Se si riesce a portarli avanti insieme, tanto meglio.

CONVERSAZIONI ANGELICHE. Qualche volta ho ascoltato in passato una radio un po’ particolare, un po’ new age.. mi piaceva perchè rilassante e spirituale, e a volte poteva essere di ispirazione.. senza bisogno di credere a ciò che si diceva in senso stretto. Una volta mi sono imbattuta in una intervista ad un angelo. In pratica c’era un medium che diceva di poter parlare con gli angeli, e quando il presentatore poneva le domande, il medium avrebbe riportato come risposta le parole di un angelo con cui era in contatto . L’autosuggestione probabilmente giocava un ruolo importante, ma ero proprio affascinata dall’idea di ascoltare un angelo, o anche solo le parole di una persona che impersonava un angelo.. C’era qualcosa comunque di molto poetico. Ad un certo punto dell’intervista l’angelo ha parlato di come affrontare le prove quotidiane. quello che mi ha colpito è come abbia evidenziato il fatto che si trattasse sempre di situazioni da cui trarre lezioni di crescita.. e ad un certo punto ha detto con tono sempre calmo e piacevole.. “ahah.. noi non le chiamiamo neanche come fate voi.. è proprio inusuale per me  ora dirlo………….. ostacoli……….. è un termine che praticamente non sentiresti mai tra di noi..” Poi vabbè durante l’intervista sosteneva anche che non parlassero neanche con le parole, poteva bastare il pensiero.. e tante altre curiosità che nemmeno ricordo. Il punto più interessante per me era stato che il loro linguaggio era solo con certe parole.. le altre erano inusuali. Avevano quindi un tono alto spirituale e un tono alto verbale. Ed in effetti anche ascoltando il resto della conversazione sembrava usasse solo espressioni.. di un certo livello appunto. Io direi appunto che usavano un tono positivo o neutro-qualitativo-artistico. e forse anche il fatto di ascoltare un discorso tutto rivolto in senso positivo o neutro-artistico ecco che ha un bell’effetto rilassante, attraente. Questo mi ha fatto particolarmente riflettere su quanto l’uso della parola potesse influenzare la vita di tutti i giorni.

IL POTERE DELLA PAROLA. Ho pensato allora che in effetti davvero le parole hanno un grande potere.. Quella parola che per lui era così inusuale, non è proprio niente di che per noi.. per noi ha solo una lieve accezione non subito positiva in confronto a tutta la gamma di parole che si possono usare.  Selezionare, prendere consapevolezza sulle nostre parole quotidiane.. così quotidiane per noi.. può davvero fare la differenza. Quindi lavorare prima evitando le parole più evidenti, poi affinare su parole intermedie, in contemporanea esercitarsi per mantenere parole belle, ed esercitarsi per mantenere parole sempre più belle, sempre più alte, trovare parole che riescano a esprimere sempre di più la meraviglia, la calma, la gioia e i toni più alti. è rendere la propria vita un emozione sempre più grande, e soprattutto consapevole e controllata, disponibile in ogni momento.

SIAMO PRONTI? Una volta un po’ di anni fa, senza capire bene come ci stavo riuscendo, in un momento di ispirazione ho fatto un esercizio, per cercare di farmi capire dalla mia famiglia, e ho notato che se usavo parole di un certo tipo, che esprimevano un senso più universale di bellezza ecco che riuscivo a destare più armonia, più sorrisi e condivisione. in realtà però non mi era così chiaro il meccanismo, era come se non avessi capito bene quello che stavo facendo, mi dovevo impegnare molto per riuscirci.. mi ricordo l’esperienza di quella volta.. e poi in poco tempo non ci ho più pensato troppo. Adesso però è da qualche anno che medito, insomma ho la sensazione o fiducia di avere raggiunto una maggiore stabilità e controllo emotivo rispetto al passato. ho acquisito ulteriore esperienza e mi sono esercitata in un certo modo.. mi appare più chiaro, più immediato innanzitutto da capire e un pochino da effettuare. in generale poi penso che sempre di più ci possa essere la possibilità oggi, di pari passo con la crescita fisica-materiale, raggiungimento di certi livelli economici.. di espandere anche il lato mentale-psicologico.

LINGUAGGIO POSITIVO-NEUTRO. Il mio consiglio è usare sempre parole in positivo. o espressioni neutre, di qualità, come fossero forme di arte, come possono esserlo i colori, le forme.. accezione sempre neutra o positiva quindi.  Per dire ciò che non è positivo o neutro usare forme più positive come ho appena fatto per esempio in questa frase dove troverete solo parole neutre o positive.  Quindi espressioni positive per tutto ciò che può avere una polarità, scegliere sempre le parole che generano più gioia, più felicità, più calma, più rilassamento,, semplicità.. che hanno un effetto diretto più positivo. non tutte le parole hanno una direzione spiccatamente positiva.. per esempio quando parliamo di oggetti, es. computer, acqua.. di colori,, es. rosso, verde.. o forme es. rettangolo, sfera, quadrato.. li faccio ricadere nella categoria neutrale. in realtà si può fare attenzione anche in questo caso.. perchè ogni categoria neutra possiamo innalzarla, arricchirla, impreziosirla.. acqua purissima, rosso brillante, sfera perfetta.. giusto per ricordarsi di mantenere il tono davvero neutro o eventualmente innalzare il messaggio.  anche la neutralità e semplicità a volte può essere uno strumento per innalzare.

DUALISMO, ASSOLUTO E REALATIVISMO. Ma noi siamo in un mondo dualistico, dobbiamo usare ogni tipo di parola per farci capire! Ni. Direi se abbiamo alto livello di consapevolezza possiamo usare entrambe, e quando abbiamo un alto livello di consapevolezza probabilmente ne usiamo solo di alte, perché sono più efficaci, ora e nel lungo periodo, su più livelli. Per esempio se mi immagino una figura di un Buddha che parla.. lo sento udire solo parole di bellezza.. magari forti.. intense.. incisive.. a volte anche delicate.. di bellezza.. Se non siamo dei budda realizzati, e se non abbiamo un alto livello, meglio esercitarsi ad usarne solo di un certo tipo, non possiamo che trarne beneficio.  quindi in ogni caso la scelta è come se ricade sempre sui toni alti. Poi è un po’ il solito discorso in cui ci si accorge che va bene tutto, perché tutto va bene così come è, il divino è ovunque e in ogni cosa, non c’è niente da fare.. verissimo.. su un piano assoluto.. Allo stesso tempo, sul piano pratico, relativistico di tutti i giorni  ecco che dobbiamo esercitarci costantemente per vederlo, e quindi lavorare, distinguere una direzione, ecco che distinguere verso un polo positivo non può che tornare utile, anzi alla fine quasi indispensabile.  quindi accettare la realtà, ma anche insieme intervenire, agire e cambiare. Spirito e materia strettamente connessi..  Dobbiamo ricordarci in generale  che con la parola influenziamo la legge di causa ed effetto. In modo semplicistico se usiamo parole belle.. otteniamo conseguenze belle. Ecco poi ora spieghiamo che infatti ci potrebbe essere una stretta correlazione con il piano fisico-biologico, a livello del nostro corpo.

SUL PIANO BIOLOGICO: CREAZIONE DI CIRCUITI CEREBRALI. Ogni volta che noi usiamo una parola.. noi stiamo creando qualcosa, stiamo attivando dei circuiti cerebrali inerenti a quella parola, stiamo attivando e richiamando alla nostra mente immagini, suoni, percezioni e altre parole affini a quello che usiamo. e stiamo indirizzando l’attenzione del nostro cervello in una direzione. è inevitabile, in ogni momento creiamo, facciamo qualcosa del genere. quindi meglio esserne consapevoli, per attivare i circuiti più giusti, che ci possono essere più utili.

BELLE PAROLE, MA ANCHE IMMAGINI E SENSAZIONI. Non è solo una questione di linguaggio, ma anche appunto delle figure mentali che si evocano. tutto l’insieme di ciò che si comunica, di ciò che si trasmette. bisogna fare attenzione alle parole, all’insieme di parole le immagini figurate che state creando visive o percettive che siano.. e le sensazioni che provate in quel momento.. sono sensazioni di felicità, ricchezza, crescita, condivisione, audacia.. insomma sensazioni positive?

CAUSA ED EFFETTO, LA MIGLIORE EFFICACIA. Con la parola, e in senso più lato il linguaggio si influenza la legge di causa ed effetto.  Quindi semplicemente se seminiamo parole belle… otteniamo parole belle. La direzione neutra o positiva è quella che può esserci più utile. se vogliamo fare qualcosa, qualsiasi cosa, la possiamo fare mantenendo un tono neutro o positivo, anzi probabilmente la faremo meglio.  Poi l’importante non è solo l’obbiettivo ma anche il viaggio, se nel mentre ci accompagnamo con parole di bellezza, ecco che sarà un viaggio di bellezza.

ESERCITARSI. Diciamo tante cose, in automatico, perchè spontaneamente ci vengono da dire, perchè ricalchiamo quelli che sono i nostri circuiti cerebrali abituali adottati fino ad ora. se riuscissimo a prendere consapevolezza e scegliere in ogni momento le parole più adatte ecco. Mia mamma l’ho sentita dire.. parlare fa bene, parlare è autoterapeutico.. si può lasciare parlare una persona e alla fine da sola trova le soluzioni anche da sè. In alcune situazioni può essere vero. ma non è una strategia efficace da adottare sempre, non è la strategia che va dritta al punto. Meglio parlare e sapere quello che si sta dicendo. quindi parlare solo generando parole di bellezza, che creano immagini di bellezza, di condivisione, di gioia, di tranquillità, di entusiasmo, di semplicità.. quando generi tutte queste cose insieme allora puoi parlare. stiamo parlando poi di situazioni di relativa libertà.. situazioni in cui la maggior parte di noi si trovano.. hanno una certa libertà, nel senso di potenziale di azione, nel senso di diverse possibilità tra cui scegliere come agire.. ecco allora se vuoi essere felice, devi esercitarti in modo da esprimere parole, immagini mentali e sentimenti di bellezza. se ti eserciti, all’inizio occorre più attenzione, poi diventa automatico, e puoi esercitarti per alzare il tiro.

TONO, SINCERITà, IRONIA, SEMPLICITà: ATTENZIONE! Ogni singola parola deve essere uno strumento utilizzato per innalzare sè stessi e gli altri, nel modo più semplice, più bello, più felice, calmo e gioioso.  Bisogna fare attenzione ad un po di elementi. 1. per quanto riguarda il tono: è inutile dire qualcosa di bello con un tono e un modo che non sia altrettanto bello.. quindi per esempio bisogna esercitarsi a parlare di calma e gioia e tenere dei modi con calma e gioia. è il cosiddetto linguaggio non verbale.. sempre di comunicazione si tratta. 2) essere sinceri. quante volte abbiamo sentito dire “dico solo la verità, sono sincero, sono diretto..” è importante essere sinceri e diretti.. ma nell’impegnarsi ad essere sinceri senza andare a discapito di altre qualità, bisogna fare in modo che ci sia un equilibrio tra sincerità e bellezza.. bisogna anche impegnarsi a dire cose di bellezza.. non è utile essere sinceri nel dire cose che non sono belle, non aiuti ne te stesso nè il prossimo con una sincerità che non sia anche buona nel pensiero e nei modi, che devono essere sempre i più belli. dobbiamo dare una direzione positiva chiara, semplice e immediata.  3) Ironia. spesso mi capita di vedere persone che la buttano sul ridere, adottando la risata come strategia.. anche qui bisogna fare attenzione.. c’è risata e risata.. bisogna fare in modo che ogni battuta sia la più alta, la più bella, esprima bellezza, simpatia su tutti i livelli. se si vuole dire qualcosa di importante meglio non usare l’ironia, ma cercare di essere semplici, e diretti 4) Semplicità: uno degli elementi fondamentali nel linguaggio è la chiarezza, immediatezza, essere diretti, essere efficaci.  Man mano che ci si esercità, dovrebbe venire sempre più spontaneo essere semplici ed efficaci. una semplicità che sotto di sè ha però la profondità della consapevolezza e della saggezza. >>Quindi occorre fare molta attenzione: automonitoraggio, chiedersi ho comunicato davvero nel modo migliore? E come posso fare per essere ancora migliore? Verificare sempre di avere usato i modi migliori, fare sempre il massimo possibile nel migliore dei modi, con il più grande equilibrio.

UNIVERSALITà DEL LINGUAGGIO POSITIVO: andrete d’accordo con sempre più persone. Se si parla in termini semplici, gioiosi, felici.. si parla un linguaggio universale che trova riscontro in ogni persona. ecco che se in un certo senso si può definire la bellezza in termini soggettivi.. non si può riconoscere anche una universalità della bellezza. è come se se ci si sposta sempre di più verso piani alti, non puoi che generare alti livelli di bellezza, che generano attrazione in un numero sempre più elevato di persone. La spiritualità più alta, è ciò che attrae di più l’uomo.. Un uomo saggio una volta disse: se solo l’uomo conoscesse una piccola frazione della gioia divina, non vorrebbe più separarsene.

CAMBIARE  PER NOI E GLI ALTRI. Avere la consapevolezza del proprio linguaggio non è una cosa sempre immediata. Ci sono persone che basterebbe cambiassero qualche parola, qualche modo di fare e potrebbero generare energia, gioia e entusiasmo ed essere tanto più felici. Ma ciò che vediamo fuori di noi, altro non è che ciò che abbiamo dentro.. E se vedo che c’è del potenziale di crescita negli altri.. allora questo altro non riflette che del potenziale di crescita in noi stessi.  e questo deve essere uno stimolo ulteriore per crescere imparare a vedere ancora di più la bellezza e la felicità in ogni situazione. Meglio cambiare un po’ dentro di noi, e un po’ cercare di cambiare le cose fuori di noi… per sicurezza meglio agire su due piani direi, e sempre con gentilezza, amore, coraggio, bellezza… Intanto allora posso anche scriverne, chissà che non aiuti.. Appunto sempre con gentilezza, amore, coraggio, bellezza… Io per prima mi ci metto di impegno. A proposito.. ci sono stata particolarmente attenta in questo post, ma mi impegnerò per tutto il blog.. avete notato che ho cercato di usare sempre espressioni e immagini mentali di un certo livello, in senso positivo-neutro?

 

 

 

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Causa ed effetto: conoscere le proprie azioni per prevederne il risultato

CAUSA ED EFFETTO: OGNI SITUAZIONE DERIVA DA DETERMINATE CONDIZIONI. Ogni situazione è il risultato di azioni fatte o non fatte che l’hanno generata. Potenzialmente possiamo imparare a conoscere bene le azioni che mettiamo in gioco, per prevedere sempre con migliore approssimazione le situazioni future, e costruire a nostro piacimento. Si può parlare anche di karma se si vuole, il significato in realtà è lo stesso, ma preferisco legge di causa ed effetto, sembra mettere meglio l’accento sulla possibilità di controllo.

CONSAPEVOLEZZA. è quindi importante conoscere bene le azioni che intraprendiamo, avere chiarezza di quello che stiamo facendo prima di agire, esercitarsi ad conoscere quello che stiamo facendo. Spesso non ne siamo pienamente consapevoli, spesso agiamo in automatico senza avere piena consapevolezza di quello che stiamo facendo.. E ci si sorprende se le cose non vanno come si era previsto. Bisogna guardare attentamente, fino in fondo, non trascurando dettagli, e essendo sinceri con sè stessi.. con attenzione si potrà trovare sempre qualcosa che ci era sfuggito. e ci si rende conto del perchè le situazioni sono andate in un certo modo. Se le cose non vanno come abbiamo previsto, di solito c’è sempre un motivo, se si indaga a fondo, se ci si chiede se si è fatto tutto il necessario si potrà trovare sempre cosa correggere.

PRESTARE ATTENZIONE. Se qualcosa non va come vogliamo, analizzando con attenzione si può sempre trovare qualcosa che si poteva fare in più.  Per esempio, se ti comporti bene, non può che ritornarti il bene che hai fatto. se non ti ritorna.. per esempio se ti comporti bene con una persona e lei non fa altrettanto, allora potresti pensare hai scelto la persona giusta a cui indirizzare il tuo bene? tu dai 100, e vuoi almeno 50.. lei magari ha bisogno di 200, e intanto dà 20..

COSA OTTENGO. In realtà la legge i causa ed effetto sta funzionando comunque. tu ti sei dimenticato di qualcosa. Ottieni fin dove hai dato. E intanto quel 100 che hai dato comunque ti torna indietro in un altro modo.. come insegnamento.. c’è qualcosa a cui devi ancora dare attenzione.. per esempio perchè non mi da 50? devi misurare meglio ciò che puoi dare, e individuare prima chi con poco ti da tanto. individuare quelle persone a cui magari dare anche poco ma con gioia, dare 50 (senza stare a dare tutto), e che ti ridanno con gioia 50. quindi aumentare il grado di saggezza, dove è più saggio investire energie. ti stai dimenticando che pretendi magari ad un cavallo di volare. E lo incoraggi, lo incoraggi..

DISCORSO PROBABILISTICO. Comunque è anche un discorso probabilistico. Non c’è una certezza automatica del 100% in ogni caso, è più un intervallo di confidenza. Diciamo che ci sta l’imprevisto qualche volta. è l’imprevisto che spesso permette di avere nuove idee, permette flessibilità, quindi anche questo può essere visto come ricchezza. per esempio se dai 50 alla persona giusta che ti da 50.. può capitare che una volta ti dia 20, e una volta ti dia 80.. tendenzialmente diciamo che puoi avere un certo grado di sicurezza. che però ti da 50. Più conosci, più prevedi, più aumenti il livello di sicurezza.

FIDUCIA. Questo ci permette di agire con un certo grado di fiducia. Se mi comporto in un certo modo, ecco che ottengo ciò per cui ho agito. per esempio cerco di ricordarmelo con il mio ragazzo. di fronte a tante coppie che non riescono a stare insieme, cosa ci può aiutare oggi a dire perché noi ce la dovremmo fare? la risposta è perchè esiste la legge di causa ed effetto. se ci comportiamo “bene” ecco che andremo incontro a situazioni per noi favorevoli con un buon grado di fiducia, con un buon livello di probabilità, con un buon intervallo di confidenza. (Poi per questo discorso sul “bene” ho intenzione di parlare di “equilibrio di qualità positive”, dove credo si possa capire cosa si può intendere con “bene”).

RISERVA FUNZIONALE. Poi non c’è neanche bisogno di fare chissà cosa, la natura fornisce anche ampio margine di errore, si può stare abbastanza tranquilli, l’uomo ha una buona riserva funzionale. un po come i nostri organi interni, hanno una funzionalità spesso superiore al necessario, hanno un certo grado di riserva.. che permette se necessario per esempio durante una corsa di essere usati di più, o in caso di malattia di avere un po’ di riserva. ecco che se ingoiamo qualcosa di sbagliato, qualcosa di andato a male.. il corpo troverà il modo di espellerlo. poi la riserva ha un suo limite, se ingoiamo del veleno molto tossico.. possiamo fare ben poco. se ci esercitiamo a prestare attenzione e mangiare bene ecco che possiamo stare tranquilli. se prestiamo ancora più attenzione, e prendiamo cibo salutare, siamo ben controllati.. ci mettiamo un po’ di più in una botte di ferro.

SURPLUS: OTTENERE TANTO CON POCO. Puoi poi esercitarti a trovare nel tempo a dare un poco che vale molto. ecco che scatta qualcosa di magico. dai qualcosa che per te è un 20, e per l’altro vale 80 e ti ricambia con 80. ecco lì scatta l’affare. non devi solo trovare le persone che ti danno tanto.. ma devi fare in modo di riuscire a dare facilmente tanto, in modo facile, naturale e gioioso. fare in modo che il tanto che dai.. ti costi poco. questo non significa ingigantire quello che hai, fare credere che il tuo 20 vale 80, di sicuro neanche sminuirlo. Ma anche fare in modo che per te quello che spesso agli altri costa 80.. lavorare per riuscire ad ottenerlo con 20. lavorare e lavorare, con calma e equilibrio, finché non diventa facile e automatico.

CONTROLLO INTERNO ED ESTERNO. Quando mantieni un certo grado di calma, e lavori per ottenere un controllo interno.. in automatico influenzi anche il mondo esterno. Sono collegati, nel senso che se ti eserciti a rimanere calmo, ecco che ti è piu facile analizzare con lucidità la situazione e prevederla e agire in modo più corretto sull’esterno. Volendo anche in modo più spirituale, se si crede che siamo tutti connessi, ecco che se mantieni un certo grado di calma interna,  non solo creerai direttamente delle situazioni più favorevoli con le tue azioni esterne, ma ti si presenteranno anche situazioni più favorevoli in modo più. Conviene comunque lavorare su entrambi i fronti. lavorare sull’esterno e sull’interno. Avere fiducia nella buona sorte è più facile se metti delle buoni basi su cui contare nel mondo esterno. e non bisogna però basarsi solo sul mondo esteriore.. un certo grado di rischio e fede e scommessa è praticamente sempre necessario nella vita. Bisogna giocare per ridurlo.

LE VITE PASSATE. si può estendere il discorso considerando più vite. Se ti sei comportato in un certo modo in passato, ecco che tenderai a determinare comportamenti più o meno consapevoli nel presente che determineranno le situazioni che vivi ora.

IL PRESENTE. in ogni momento si sta creando, se siamo qui, se siamo in vita, e probabilmente anche se non lo siamo, continuiamo a creare continuamente qualcosa, solo per il semplice fatto di essere. meglio cercare di prendere sempre più consapevolezza, sempre più calma, sempre più attenzione, sempre più controllo, e sempre più fiducia per creare situazioni sempre più favorevoli.

 

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Ogni esame un’avventura: il penultimo orale.

Ogni esame all’università per me è una grande avventura.. ne capitano sempre alcune.. anche questo è stato a suo modo anche magico. Questo aveva di speciale il fatto che fosse il mio penultimo orale. Poi in realtà c’è anche uno scritto.. ma piccolo.. e poi mi hanno sempre più lasciato tranquilla gli scritti.. magari a volte i voti sono meno alti per come è la modalità di esame. ma la riesco a vivere meglio nel mentre. Dieci anni che faccio esami all’università ormai.. e pensare di essere così arrivata alla fine.. che questo poteva essere il momento dopo il quale avrei potuto dire.. dopo me ne manca solo uno, dopo posso concentrarmi solo su uno. sfoltire quella e lasciare il tutto il carico a uno.. che appare così poco, così piccolo in compenso.  Inoltre se riuscivo a fare anche questo, avrei mantenuto un po di vantaggio sulla mia tabella di marcia, per laurearmi a marzo, sennò anche tasse da ripagare.. e poi cambio di riforme con l’anno nuovo.. e poi nello stesso giorno del mio esame si laureava mia sorella.. mi ha detto di fare l’esame e avremo festeggiato dopo con lei. ne doveva valere la pena. Dovevo farlo anche per lei, più del solito. regalarle un successo. insomma ecco quanta implicazione, quanto valore ci potevo mettere. Certo sempre cercando di ricordare che sono un piccolo puntino nello spazio.. nulla poi è cos’ importante e tutto allo stesso tempo è molto speciale. e le cose hanno il valore che gli dai. quindi se vanno bene meglio dargli valore, se vanno male.. non ritenerle importanti.. e cercare in quello che non è andato come volevi qualcosa di bello comunque che in fondo c’è sempre.. un po strumentalizzare la cosa insomma..

Allora anche questa volta ho studiato abbastanza.. ma per quanto davvero mi impegno per cercare di essere al tempo e in anticipo rispetto i programmi non mi sento mai pronta.. vabbè. il giorno prima dell’esame stavo leggendo ancora gli argomenti, e verso la mattina mi sono ritrovata a pensare forse che ero a buon punto. se avessi riguardato gli argomenti ancora al pomeriggio ce la potevo fare. Credo che questo abbia innescato un eccessivo entusiasmo, una sorta di acceleramento nella mia mente che mi voleva già nel futuro.. ed ecco che.. qualcosa si è incastrato. mi è partito un bel bruciore di stomaco.. li conosco i miei bruciori di stomaco orami.. ahah credi di conoscerli! Di solito sono comunque radi e non mi danno grande pensiero. Li sento.. mi stendo e rilasso un pochino.. passano. c’è sempre anche qualcosa di nuovo. beh sembrava più persistente.. e sembrava accentuarsi con il rilassamento. credo che il rilassamento era una sorta di accentuazione al rifiuto di rimettermi a studiare. Come facevo a proseguire.. se ero a buon punto ma non continuavo.. non potevo stare tranquilla.. dovevo rinfrescarmi e riguardarmi ancora un bel po’ di argomenti! beh finita la solita pausa pranzo.. mi dovevo rimettere.. e stranamente se mi ci rimettevo si attenuava.. ma mi ha accompagnato tutto il pomeriggio anche. e inutile era stare seduta. verso le 18 mi ero stancata di studiare.. avevo bisogno di staccare un attimo e rimetabolizzare.. ecco che formulando questo pensiero.. bum si è riaccentuato.. che crampi..! Da un lato erano anche interessanti.. però insomma come facevo a farmelo passare.. non riuscivo più ad avere la testa per studiare.. non potevo neanche rilassarmi però così.  avrei potuto meditare? ma con i pensieri che avevo come avrei potuto.. rischiavo di peggiorare.. sarebbe stato inutile.. ho pensato è qualcosa di non troppo facile.. ecco che ho provato a staccare.. andare a cenare.. per quel che si riusciva.. e guardare la tivu.. ascoltare qualche storia di altri.. per staccare un po’ da me stessa.. alla sera compare un programma sulla distonia.. una malattia che determina delle contrazioni involontarie dei muscoli volontari. Poteva colpire preferenzialmente alcuni muscoli in base al tipo di persona.. C’era chi non riusciva a parlare bene, c’era chi aveva continuamente contratti in posizioni anche innaturali arti e braccia, chi non poteva non chiudere gli occhi.. Insomma queste persone che dovevano convivre con le contrazioni e i movimenti fuori controllo dei loro muscoli.. mi sembrava la forma più grande del mio mal di pancia, dei miei crampi allo stomaco.. con le sue secrezioni e sue contrazioni fuori controllo.. chissà se mai sarebbero diminuite. forse l’indomani.. allontanandomi dal periodo esame.. certo la mia situazione sembrava niente in confronto.. e questo mi ha rincuorato.. li ho ringraziati per aver condiviso la loro malattia.. che sembrava così grande, misteriosa, e profonda.. e allo stesso tempo rendeva il mio problema così leggero.. ma mi donava un po’ di empatia anche..

poi la svolta.. in realtà avevo già sentito parlare della distonia.. certo vederla però così nel suo lato più umano, come ne parlavano le persone che la vivevano, la rendeva comunque interessante.. una cosa però mi fu particolarmente nuova.. c’era la possibilità di avere brevi pause di libertà tramite dei trucchetti mentali. una donna disse che suonando il flauto riusciva a mettere sotto controllo il suo problema.. se prima aveva arti, mani, piedi, collo.. che andavano ognuno per la sua strada.. se si concentrava per suonare il flauto.. ecco che si organizzavano come per assolvere un compito più coordinato insieme. e sembrava una persona normale. appena finiva però.. i sintomi ripartivano, anche più forti prima almeno inizialmente.. quasi per riprendersi la loro rivincita sul fatto che ha provato a controllarli. E poi anche un altro uomo ha raccontato di come usava un trucchetto per tenere a controllo i suoi sintomi.. tramite l’utilizzo di una tazza piena di liquido. Ha detto che in automatico il suo corpo cercava di mantenere in equilibrio quella tazza per non rovesciare il liquido, e quindi era tutto un po’ più sotto il suo controllo. Ormai si era abituato ad andare in giro con la sua tazza di acqua anche se poteva sembrare un po’ particolare. (Mi chiedo non poteva usare procurarsi una di quelle tazze in carta effetto caffè americano che si porta anche via da bere in giro per strada.. poteva farlo sembrare un po’ più naturale.. va beh.. )

Allora ho pensato che fosse davvero qualcosa di fantastico. era come se il corpo gli dicesse che non hanno abbastanza controllo e concentrazione nella loro vita? come se hanno lasciato andare troppe cose.. e così ora devono concentrarsi di più.. o sentire di più quello che fanno.. dato che non sarà subito facile muoversi nelle loro condizioni.. oppure era quello che dovevo fare io. la meraviglia che mi ha destato questa osservazione mi ha riportato a me stessa. Ho pensato che se mi concentravo a studiare quel pomeriggio il mal di pancia si attenuava in effetti. Mi è venuta voglia di meditare, la meditazione come strumento per eccellenza di concentrazione.. di centrazione. centramento. avrei voluto provare a farli meditare.. e se smettevo di studiare riprendeva il controllo il mal di pancia… più forte di prima.. ma con la meditazione non bisogna mai smettere di tenere il controllo.. anche dopo.. in ogni momento è un esercizio per rimanere centrati un po’ sempre e sempre di più.. ecco che sembrava tutto tornare.. ed ecco anche l’ispirazione. prima pensavo che era troppo difficile mettermi a meditare.. la meditazione è qualcosa che ti viene bene quando stai bene.. per farti stare meglio.. sennò può essere anche più difficile.. beh.. ora avevo tutta l’ispirazione.. e voglio ricordarmi anche per la prossima volta.. di sperare di avere ancora più forza e più fiducia direttamente in me stessa.. andare direttamente lì. ho sentito la grandezza e la bellezza di un insegnamento importante in quelle persone. e grande ispirazione.

ho iniziato a ripetere mantra.. sentire il desiderio del desiderio.. la concentrazione sulla concentrazione.. la mente che guarda se stessa.. e quanta attrazione e quanta bellezza.. ancora e ancora e ancora.. ecco che il mal di pancia spariva.. ma non bastava.. dovevo assicurarmene ancora di più.. e che belloo..

ho anche pensato che c’era una sorta di meccanismo a interruttore.. a circuito.. mi ero rilassata.. distaccata dallo stress.. ma c’è anche come un sorta di effetto che ormai mi ero inserita nel binario del mal di pancia, nel binario forse dell’eccessivo spostamento verso il futuro.. e quel circolo si sarebbe auto-mantenuto.. in automatico come un abitudine… dovevo rispostarmi nel binario equilibrato, ripercorrere il circuito mentale corretto.. e per spostare, per spostare quel treno nel binario giusto.. occorreva un certo grado di energia.. per rifargli prendere la strada giusta.. ecco perché non bastava rilassarsi e distaccare un po.. era deragliato.. ci voleva un bel po di lavoro per rimetterlo nelle rotaie che volevi.. o un rilassamento prolungato forse.. ma ce l’avrei fatta? o un forte input energetico.. chiamare un po di rinforzi.. ecco la meditazione aveva riattivato i circuiti cerebrali giusti. ora potevo ritornare nel circolo giusto.. e potevo permettere di lasciare un po di più il pilota automatico.

bene allora per concludere ora che si fa? sono le 22 di sera? bene riprendiamo a studiare da dove avevamo lasciato. volevo finire di guardare delle cose. non mi piace fare tardi. credo sia molto meglio fare tutto e prima. devo lavorarci ancora. e alle strette ho pensato meglio studiare ora che rimandare a domani mattina presto.. che me la sarei dormita molto più facilmente conoscendo le mie abitudini. era più bello pensare di stare facendo qualcosa ora.. piuttosto che dire domani.. magari il pensiero non mi avrebbe fatto neanche dormire.. bene. deciso. e il rischio che mi potesse tornare il mal di pancia? dovevo stare calma.. e poi ero già abbastanza sfinita a quell’ora.. ci vuole un bel po di energia anche per deragliare in un certo senso.. avevo buone probabilità di non crearmi picchi in senso di deragliamento.. ma conservare energie e incanalarle piano e costante. sono andata avanti fino alle 3.30. l’ultima volta o al massimo penultima pensavo che avrò queste condizioni. alle medie in pratica almeno una volta a settimana.. ora una volta ogni 2-3 mesi? con la prospettiva dell’ultima volta.. ultimi esami.. ok. questo mi permette di mantenere la calma.

alle 7 mi alzo. e mi preparo senza più aprire libro. ho fatto abbastanza ieri sera. sono relativamente ok. tutto un po’ in slow motion. prendo l’autobus.. stavo per scoprire che anche tutto in torno a me sarebbe stato abbastanza in slow motion. ma abbastanza stabile. autobus in ritardo.. e il viaggio è durato il doppio del tempo.. la prima mezz’ora in pratica è andato a passo d’uomo.. se non più lento. ingorghi su ingorghi. Pianino dopo un ora è arrivato a destinazione. Risultato ero anche in ritardo di una decina di minuti per l’esame. ma relativamente tranquilla.. avevo riconosciuto altri che avevano l’esame con me su quell’autobus.. mal comune, mezzo gaudio, massì il prof avrebbe capito.

Comunque interessante anche il viaggio nell’autobus… ragazzini un po “maleducati” che dicevano cose.. ahah mi facevano ridere personalmente.. ma dovevo resistere.. meglio non dare corda a queste situazioni.. però mi faceva piacere che mi veniva proprio da ridere.. erano quelle situazioni in cui sarebbe abbastanza normale perdere un po’ la pazienza.. io me la ridevo.. e in fondo usavano un tono alto, tipo davano un po’ spettacolo in tutto l’autobus per raccontare le loro questioni.. e quello che dicevano mi faceva ridere.. (cioè ieri mi ero impegnato ero contento sembravo puntuale.. per una volta riuscivo a sembrare un bravo ragazzo… e poi ecco ci si è messo questo a ostacolarmi.. e altro) mi veniva vedere anche in loro una ricerca di fare qualcosa di buono.. o vedevo che c’era una sorta di autocontrollo un po’ primitivo.. un po goffa.. quindi divertente.. emanavano anche simpatia e tenerezza.. e altre scenette.. non solo loro.. quanti insegnamenti/bellezza sparsi in ogni momento ora a ripensarci.. cioè a scrivere ci vuole del tempo.. a viverle.. tutto sembra così rapido, vivo, bello.. ah e intanto riguardavo ancora pagine di libro intanto.. si ora dovevo potevo rimettermi a guardare cose ancora.. raccogliere ancora fino all’ultimo paroline chiave, memorizzare più dettagli possibili.. imprimere bene la pagina nella memoria.. in modo che balzassero subito in automatico alle domande del prof i discorsi

Beh insomma dopo un ora sono arrivata a destinazione, con circa dieci minuti di ritardo. E di lì a breve avrei scoperto che non ci sarebbe stato neanche troppo bisogno di spiegare. Il prof non c’era e non arrivava. ma gli studenti non sembravano preoccuparsene troppo.. aspettiamo aspettiamo.. intanto ripassiamo, prendiamo ulteriore confidenza con le paroline chiave.. confrontiamo ultimi dubbi.. beh dopo un ora e mezza di ritardo.. qualcuno decide di andare a cercare il prof.. si dai può andare pensavo.. e mentre era andato a cercarlo.. ecco che magicamente compare. avete l’esame? dovete farlo tutti? si diciamo. e lui: “ok arrivo”. e riscompare. Ahahaha.. che buffo. bene. richiamiamo il compagno che era andato a cercarlo.. e comunque questa volta nel giro di poco il prof ritorna. e inizia. E alla fine va bene. io la voce nervosa, forte di tono ma tipo incerta e tremante.. e lo sguardo concentrato e sostenuto. come per dire massì che quello che mi hai chiesto lo so. però sono nervosa, non è sempre facile, e c’è qualcosa di un po’ troppo grande per me in tutto questo… ogni esame è una grande sfida.. del tipo vorrei sempre più tempo, per dedicarmi con calma e bellezza a tutto quello che c’è da sapere.. Vabbè. è andata. bene. molto. sono uscita con un sorrisino accennato spontaneo. e leggera. sta cambiando sempre di più la mia vita.. Pronta ad accogliere sempre più bellezza?

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Nuovo titolo!

Buongiorno.. allora.. ci pensavo da un po’ di tempo.. Oggi ho un po di tempo.. quindi oltre che pensare.. posso fare qualcosa di più per agire.. Ecco allora l’idea del nuovo titolo..

allora pensavo che a volte vorrei condividere i miei pensieri.. è che in effetti non sono immediati.. forse dovrei renderli più fluidi.. comunque oggi riguardando di strada ne ho fatta.. si vede nelle pagine, o almeno io riconosco come sono cambiata.. per esempio a parte gli argomenti.. all’inizio gioia senza capire.. poi il cercare di capire che ha portato ad un grande vuoto.. poi dal vuoto ritrovare la costruzione.. ma sbalzi ce ne erano ancora.. la grande svolta penso risalga al 2016.. se c’è una data che posso prendere a cambiamento come riferimento direi il 20 aprile 2016.. e ora mi sembra ancora un po più stabile, mi sento un po’ più equilibrata.. quando scrivo meno sbalzi su e giù.. e più possibilità di avere un energia disponibile e costante sempre, e più malleabile e più dominabile, e più controllo e più potere… e quindi ancora più energia.. ma vedo anche che c’è ancora tanto da fare, da espandere…! un equilibrio che posso fortificare e abbellire e far risplendere sempre di più e in modo più automatico..

allora tutto questo sarebbe appunto bello da dire.. mi piace scrivere.. ci sono tante cose da sistemare.. però penso che possa essere interessante comunque quello che ho da dire.. e se intanto riesco a condividerlo.. si potrebbe già generare del valore aggiunto… con questo senso di espansione che dà l’idea della condivisione..

i dubbi.. come faccio a scrivere? dove scrivo? e allora l’altro giorno ho pensato che posso riprendere in mano il mio blog.. ho pensato ne faccio uno nuovo inizialmente.. ma poi ho pensato posso lasciare direttamente questo.. così nell’archivio c’è la storia del percorso.. che è valore aggiunto anche quello.. come si arriva ogni giorno a quello successivo.. è più bello e più semplice.. e poi il dubbio.. ma ciò che ho scritto andrà bene? sono stata troppo personale? parlo di riferimenti di cose o persone.. potrei pentirmene..? è ingenuo poco saggio condividere tutto così? mi è venuta in mente la storia di Disney con Topolino.. non aveva più niente e gli era rimasto solo quel topolino.. poteva donarlo al mondo e rischiare di perdere, rovinare anche quello o tenerselo.. beh. io non voglio rischiare.. cioè almeno nella mia vita voglio fare in modo di ridurre il rischio sempre un po di più. ormai penso di essere in delle condizioni per cui me lo posso permettere… non si può rimuovere probabilmente del tutto.. ma ci si può avvicinare sempre di più.. quindi per quanto poetico sembra… il lasciare andare tutto, donarsi completamente e scoprire di ricevere qualcosa di più grande… calma. posso mettere un po di sicurezza in più.. in modo da donare tanto e avendo un po’ di più della sicurezza dalla mia parte posso donare tanto di più di quanto riuscissi senza quella sicurezza e ricevere quindi ancora di più.. mantenendo una stabilità di fondo… quindi andrà bene quello che ho scritto? posso fare di più? dovrei ricontrollare tutto? il problema si stava un po troppo infittendo.. alla fine ho detto boh, vedremo. stamattina ho aperto, ho scorso qualche pagina.. ahah alcune cose ne avevo poca voglia di rileggerle io stessa.. mamma mia come posso essere articolata… credo che la fluidità e semplicità e siano elementi su cui pianino posso lavorare.. ma appunto nella loro “articolosità” credo che un succo di “interessosità” ci sia e sia importante… e probabilmente ci sono anche magari persone che hanno bisogno che possono trovare comunque il fascino nella “articolosità”.. allora dicevamo.. ho riletto indietro** (vedi poi fine post) .. e ho pensato.. massì dai è abbastanza impersonale.. non ci sono grandi rischi… la bialncia è molto più spostata sui vantaggi che sui possibili rischi che ora mi sembrano comunque ridotti.. posso usare direttamente questo.. beh.. intanto cambiamo il titolo.. poi vediamo come espandere.. e nel frattempo osserviamo se l’idea di espandere resta forte e costante e stabile.. e convinta… soprassediamo e vediamo se c’è abbastanza stabilità in queste idee.. piccola garanzia che possa avere forza nel tempo.. diversamente dal singolo entusiasmo di un momento che svanisce.. altrettanto velocemente… io voglio entusiasmo costante.. magari meno forte.. ma sempre presente.. e sempre un pò’ di più.. sentire come cresce lentamente.. e sentire che sono io.. beh questo lo rende estremamente forte.

allora il titolo… tra l’altro in questi giorni stanno succedendo un po’ di cose.. mi manca un esame.. ho un po’ più di tempo.. e qualche giorno fa mi ha scritto un amico dei suoi progetti.. tramite una canzone.. ahah.. io gli ho scritto.. che avrebbe forse dovuto esprimere un concetto andando di più oltre la dualità.. forse.. ma ora direi.. forse sono io quello che deve fare questo.. ecco traamite questo titolo.. e questo amico in realtà è interessante.. perchè mi sa che riesco a cavalcare un pochino la sua energia.. per concentrare la mia.. e insomma è anche coinciso con questa canzone.. quante volte in passato ho pensato.. trasmetto entusiasmo agli altri e dopo con il mio entusiasmo gli altri non so se se ne rendono conto ma hanno più ispirazione.. se me ne vado la perdono un po’. ecco questa volta mi sono sentita un po di trarre ispirazione. altre cose in questi giorni fondamentali di svolta.. nel giro di un giorno.. ho affrontato un esame.. il penultimo.. la fine del dualismo.. ora ne manca solo uno, la grande prova.. ciòè solo uno orale.. ma gli scritti di solito riesco ad affrontarli con più coraggio.. e quindi wow. e poi c’è un altra mia metà di me.. la mia sorella.. che ha finito la sua laurea.. nello stesso giorno del mio penultimo esame.. e adesso anche lei si può dedicare ai suoi progetti.. (verso i “big money” ha detto..!!) ..insomma credo che siano tutte ulteriori pennellate di bellezza nell’opera d’arte della vita che sto vivendo-creando.. e diano un bell’impulso e aumentino il valore di questo momento.

Quindi questo titolo.. dal dualismo alla luce e all’uno.. vecchio titolo.. “il senso e il paradosso, l’unione e gli opposti – ..perdere l’esistenza nello sguardo di Dio..” nuovo titolo.. “diario di una buddina”. esprime creatività, arte.. ponendosi direttamente un po’ più oltre.. Era da un bel po’ che ormai non mi riconoscevo in quel titolo.. e appariva sempre più lontano.. per quanto anche caro in un certo senso.. e diario.. e da quando sono piccola che scrivo pagine e pagine di diari.. era da un po che non lo facevo.. ho avuto qualche anno un po’ più di vuoto.. in cui mi sono dedicata di più alla pratica.. all’azione.. beh.. ora posso tornare ad associare anche il diario.. mi viene così facile e naturale.. può essere interessante.. almeno per un periodo.. perché mi va fondamentalmente.. fino a quando avrò esaurito anche questo desiderio.. ma credo sia davvero anche importante…

Qui il vecchio titolo.. per non dimenticare.. vecchio titolo blog - senza broswer

**PS: ah e comunque rileggendo.. ho trovato un post con il mal di pancia nel titolo.. e mi è venuto in mente appunto l’argomento per il prossimo post… che avevo pensato qualche giorno fa.. ma poi avevo un po perso l’idea.. ecco che è tornata abbastanza forte e interessante..

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Diversi livelli di lezioni e la lezione più grande

Oggi mi sono imbattuta in un post… c’era uno psicologo – personal trainer positivo che diceva in un suo post appunto: quando puoi vendicarti ma non lo fai, non sei nè stupido nè debole, ma superiore 🙂 ”

e sotto un commento di una persona che diceva.. “La vendetta in certe situazioni è necessaria perché diventa lezione…”

anche io avrei voluto dire la mia.. ma poi mi sembrava di pensare tipo.. ma chi sono io per fare questi discorsi qui.. era troppo lungo, rischio di essere interessante per certi versi.. ma poco leggera.. e poi la pagina non era neanche la mia.. era del personal trainer..  beh allora intanto scrivo qui.. sulla mia pagina posso.. 🙂

“Andarsene, o spiegare se è possibile è una lezione ancora più grande.. senza bisogno di creare ulteriori sensazioni negative.. ma solo o neutre – tranquille – al massimo di distacco o direttamente verso il positivo… certo ci vuole una grande forza per riuscirci.. soprattutto se il danno ormai è fatto rimanere calmi e positivi e insegnare al prossimo con il sorriso buono e sicuro richiede una grande forza ed energia.. meglio capire in anticipo, cogliere i segnali prima delle situazioni (se si fa attenzione si riconoscono di solito dei segnali di allarme, piccoli ma su cui si può lavorare più facilmente!!) in cui ci si mette.. senza che degenerino.. e mantenerle fin da subito su piani più alti, e lavorare per renderle sempre più alte.. o se non ci si riesce andarsene prima… alla ricerca di qualcosa della propria misura a cui ci si può dedicare e sentirsi ripagati, per crescere gradualmente…”

vabbè.. poi comunque il post iniziale l’avrei già formulato in modo ancora più positivo.. ma poi rischio di cominciare a dire tutto e il contrario di tutto.. quindi diciamo anche che è in realtà un post bellissimo e di perfezione perfetta così come è.

MM.. e invece forse questa è l’occasione oltre che per scrivere questo post.. per cambiare il nome al mio blog……. penso al prossimo post! 🙂

 

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