Ogni esame un’avventura: il penultimo orale.

Ogni esame all’università per me è una grande avventura.. ne capitano sempre alcune.. anche questo è stato a suo modo anche magico. Questo aveva di speciale il fatto che fosse il mio penultimo orale. Poi in realtà c’è anche uno scritto.. ma piccolo.. e poi mi hanno sempre più lasciato tranquilla gli scritti.. magari a volte i voti sono meno alti per come è la modalità di esame. ma la riesco a vivere meglio nel mentre. Dieci anni che faccio esami all’università ormai.. e pensare di essere così arrivata alla fine.. che questo poteva essere il momento dopo il quale avrei potuto dire.. dopo me ne manca solo uno, dopo posso concentrarmi solo su uno. sfoltire quella e lasciare il tutto il carico a uno.. che appare così poco, così piccolo in compenso.  Inoltre se riuscivo a fare anche questo, avrei mantenuto un po di vantaggio sulla mia tabella di marcia, per laurearmi a marzo, sennò anche tasse da ripagare.. e poi cambio di riforme con l’anno nuovo.. e poi nello stesso giorno del mio esame si laureava mia sorella.. mi ha detto di fare l’esame e avremo festeggiato dopo con lei. ne doveva valere la pena. Dovevo farlo anche per lei, più del solito. regalarle un successo. insomma ecco quanta implicazione, quanto valore ci potevo mettere. Certo sempre cercando di ricordare che sono un piccolo puntino nello spazio.. nulla poi è cos’ importante e tutto allo stesso tempo è molto speciale. e le cose hanno il valore che gli dai. quindi se vanno bene meglio dargli valore, se vanno male.. non ritenerle importanti.. e cercare in quello che non è andato come volevi qualcosa di bello comunque che in fondo c’è sempre.. un po strumentalizzare la cosa insomma..

Allora anche questa volta ho studiato abbastanza.. ma per quanto davvero mi impegno per cercare di essere al tempo e in anticipo rispetto i programmi non mi sento mai pronta.. vabbè. il giorno prima dell’esame stavo leggendo ancora gli argomenti, e verso la mattina mi sono ritrovata a pensare forse che ero a buon punto. se avessi riguardato gli argomenti ancora al pomeriggio ce la potevo fare. Credo che questo abbia innescato un eccessivo entusiasmo, una sorta di acceleramento nella mia mente che mi voleva già nel futuro.. ed ecco che.. qualcosa si è incastrato. mi è partito un bel bruciore di stomaco.. li conosco i miei bruciori di stomaco orami.. ahah credi di conoscerli! Di solito sono comunque radi e non mi danno grande pensiero. Li sento.. mi stendo e rilasso un pochino.. passano. c’è sempre anche qualcosa di nuovo. beh sembrava più persistente.. e sembrava accentuarsi con il rilassamento. credo che il rilassamento era una sorta di accentuazione al rifiuto di rimettermi a studiare. Come facevo a proseguire.. se ero a buon punto ma non continuavo.. non potevo stare tranquilla.. dovevo rinfrescarmi e riguardarmi ancora un bel po’ di argomenti! beh finita la solita pausa pranzo.. mi dovevo rimettere.. e stranamente se mi ci rimettevo si attenuava.. ma mi ha accompagnato tutto il pomeriggio anche. e inutile era stare seduta. verso le 18 mi ero stancata di studiare.. avevo bisogno di staccare un attimo e rimetabolizzare.. ecco che formulando questo pensiero.. bum si è riaccentuato.. che crampi..! Da un lato erano anche interessanti.. però insomma come facevo a farmelo passare.. non riuscivo più ad avere la testa per studiare.. non potevo neanche rilassarmi però così.  avrei potuto meditare? ma con i pensieri che avevo come avrei potuto.. rischiavo di peggiorare.. sarebbe stato inutile.. ho pensato è qualcosa di non troppo facile.. ecco che ho provato a staccare.. andare a cenare.. per quel che si riusciva.. e guardare la tivu.. ascoltare qualche storia di altri.. per staccare un po’ da me stessa.. alla sera compare un programma sulla distonia.. una malattia che determina delle contrazioni involontarie dei muscoli volontari. Poteva colpire preferenzialmente alcuni muscoli in base al tipo di persona.. C’era chi non riusciva a parlare bene, c’era chi aveva continuamente contratti in posizioni anche innaturali arti e braccia, chi non poteva non chiudere gli occhi.. Insomma queste persone che dovevano convivre con le contrazioni e i movimenti fuori controllo dei loro muscoli.. mi sembrava la forma più grande del mio mal di pancia, dei miei crampi allo stomaco.. con le sue secrezioni e sue contrazioni fuori controllo.. chissà se mai sarebbero diminuite. forse l’indomani.. allontanandomi dal periodo esame.. certo la mia situazione sembrava niente in confronto.. e questo mi ha rincuorato.. li ho ringraziati per aver condiviso la loro malattia.. che sembrava così grande, misteriosa, e profonda.. e allo stesso tempo rendeva il mio problema così leggero.. ma mi donava un po’ di empatia anche..

poi la svolta.. in realtà avevo già sentito parlare della distonia.. certo vederla però così nel suo lato più umano, come ne parlavano le persone che la vivevano, la rendeva comunque interessante.. una cosa però mi fu particolarmente nuova.. c’era la possibilità di avere brevi pause di libertà tramite dei trucchetti mentali. una donna disse che suonando il flauto riusciva a mettere sotto controllo il suo problema.. se prima aveva arti, mani, piedi, collo.. che andavano ognuno per la sua strada.. se si concentrava per suonare il flauto.. ecco che si organizzavano come per assolvere un compito più coordinato insieme. e sembrava una persona normale. appena finiva però.. i sintomi ripartivano, anche più forti prima almeno inizialmente.. quasi per riprendersi la loro rivincita sul fatto che ha provato a controllarli. E poi anche un altro uomo ha raccontato di come usava un trucchetto per tenere a controllo i suoi sintomi.. tramite l’utilizzo di una tazza piena di liquido. Ha detto che in automatico il suo corpo cercava di mantenere in equilibrio quella tazza per non rovesciare il liquido, e quindi era tutto un po’ più sotto il suo controllo. Ormai si era abituato ad andare in giro con la sua tazza di acqua anche se poteva sembrare un po’ particolare. (Mi chiedo non poteva usare procurarsi una di quelle tazze in carta effetto caffè americano che si porta anche via da bere in giro per strada.. poteva farlo sembrare un po’ più naturale.. va beh.. )

Allora ho pensato che fosse davvero qualcosa di fantastico. era come se il corpo gli dicesse che non hanno abbastanza controllo e concentrazione nella loro vita? come se hanno lasciato andare troppe cose.. e così ora devono concentrarsi di più.. o sentire di più quello che fanno.. dato che non sarà subito facile muoversi nelle loro condizioni.. oppure era quello che dovevo fare io. la meraviglia che mi ha destato questa osservazione mi ha riportato a me stessa. Ho pensato che se mi concentravo a studiare quel pomeriggio il mal di pancia si attenuava in effetti. Mi è venuta voglia di meditare, la meditazione come strumento per eccellenza di concentrazione.. di centrazione. centramento. avrei voluto provare a farli meditare.. e se smettevo di studiare riprendeva il controllo il mal di pancia… più forte di prima.. ma con la meditazione non bisogna mai smettere di tenere il controllo.. anche dopo.. in ogni momento è un esercizio per rimanere centrati un po’ sempre e sempre di più.. ecco che sembrava tutto tornare.. ed ecco anche l’ispirazione. prima pensavo che era troppo difficile mettermi a meditare.. la meditazione è qualcosa che ti viene bene quando stai bene.. per farti stare meglio.. sennò può essere anche più difficile.. beh.. ora avevo tutta l’ispirazione.. e voglio ricordarmi anche per la prossima volta.. di sperare di avere ancora più forza e più fiducia direttamente in me stessa.. andare direttamente lì. ho sentito la grandezza e la bellezza di un insegnamento importante in quelle persone. e grande ispirazione.

ho iniziato a ripetere mantra.. sentire il desiderio del desiderio.. la concentrazione sulla concentrazione.. la mente che guarda se stessa.. e quanta attrazione e quanta bellezza.. ancora e ancora e ancora.. ecco che il mal di pancia spariva.. ma non bastava.. dovevo assicurarmene ancora di più.. e che belloo..

ho anche pensato che c’era una sorta di meccanismo a interruttore.. a circuito.. mi ero rilassata.. distaccata dallo stress.. ma c’è anche come un sorta di effetto che ormai mi ero inserita nel binario del mal di pancia, nel binario forse dell’eccessivo spostamento verso il futuro.. e quel circolo si sarebbe auto-mantenuto.. in automatico come un abitudine… dovevo rispostarmi nel binario equilibrato, ripercorrere il circuito mentale corretto.. e per spostare, per spostare quel treno nel binario giusto.. occorreva un certo grado di energia.. per rifargli prendere la strada giusta.. ecco perché non bastava rilassarsi e distaccare un po.. era deragliato.. ci voleva un bel po di lavoro per rimetterlo nelle rotaie che volevi.. o un rilassamento prolungato forse.. ma ce l’avrei fatta? o un forte input energetico.. chiamare un po di rinforzi.. ecco la meditazione aveva riattivato i circuiti cerebrali giusti. ora potevo ritornare nel circolo giusto.. e potevo permettere di lasciare un po di più il pilota automatico.

bene allora per concludere ora che si fa? sono le 22 di sera? bene riprendiamo a studiare da dove avevamo lasciato. volevo finire di guardare delle cose. non mi piace fare tardi. credo sia molto meglio fare tutto e prima. devo lavorarci ancora. e alle strette ho pensato meglio studiare ora che rimandare a domani mattina presto.. che me la sarei dormita molto più facilmente conoscendo le mie abitudini. era più bello pensare di stare facendo qualcosa ora.. piuttosto che dire domani.. magari il pensiero non mi avrebbe fatto neanche dormire.. bene. deciso. e il rischio che mi potesse tornare il mal di pancia? dovevo stare calma.. e poi ero già abbastanza sfinita a quell’ora.. ci vuole un bel po di energia anche per deragliare in un certo senso.. avevo buone probabilità di non crearmi picchi in senso di deragliamento.. ma conservare energie e incanalarle piano e costante. sono andata avanti fino alle 3.30. l’ultima volta o al massimo penultima pensavo che avrò queste condizioni. alle medie in pratica almeno una volta a settimana.. ora una volta ogni 2-3 mesi? con la prospettiva dell’ultima volta.. ultimi esami.. ok. questo mi permette di mantenere la calma.

alle 7 mi alzo. e mi preparo senza più aprire libro. ho fatto abbastanza ieri sera. sono relativamente ok. tutto un po’ in slow motion. prendo l’autobus.. stavo per scoprire che anche tutto in torno a me sarebbe stato abbastanza in slow motion. ma abbastanza stabile. autobus in ritardo.. e il viaggio è durato il doppio del tempo.. la prima mezz’ora in pratica è andato a passo d’uomo.. se non più lento. ingorghi su ingorghi. Pianino dopo un ora è arrivato a destinazione. Risultato ero anche in ritardo di una decina di minuti per l’esame. ma relativamente tranquilla.. avevo riconosciuto altri che avevano l’esame con me su quell’autobus.. mal comune, mezzo gaudio, massì il prof avrebbe capito.

Comunque interessante anche il viaggio nell’autobus… ragazzini un po “maleducati” che dicevano cose.. ahah mi facevano ridere personalmente.. ma dovevo resistere.. meglio non dare corda a queste situazioni.. però mi faceva piacere che mi veniva proprio da ridere.. erano quelle situazioni in cui sarebbe abbastanza normale perdere un po’ la pazienza.. io me la ridevo.. e in fondo usavano un tono alto, tipo davano un po’ spettacolo in tutto l’autobus per raccontare le loro questioni.. e quello che dicevano mi faceva ridere.. (cioè ieri mi ero impegnato ero contento sembravo puntuale.. per una volta riuscivo a sembrare un bravo ragazzo… e poi ecco ci si è messo questo a ostacolarmi.. e altro) mi veniva vedere anche in loro una ricerca di fare qualcosa di buono.. o vedevo che c’era una sorta di autocontrollo un po’ primitivo.. un po goffa.. quindi divertente.. emanavano anche simpatia e tenerezza.. e altre scenette.. non solo loro.. quanti insegnamenti/bellezza sparsi in ogni momento ora a ripensarci.. cioè a scrivere ci vuole del tempo.. a viverle.. tutto sembra così rapido, vivo, bello.. ah e intanto riguardavo ancora pagine di libro intanto.. si ora dovevo potevo rimettermi a guardare cose ancora.. raccogliere ancora fino all’ultimo paroline chiave, memorizzare più dettagli possibili.. imprimere bene la pagina nella memoria.. in modo che balzassero subito in automatico alle domande del prof i discorsi

Beh insomma dopo un ora sono arrivata a destinazione, con circa dieci minuti di ritardo. E di lì a breve avrei scoperto che non ci sarebbe stato neanche troppo bisogno di spiegare. Il prof non c’era e non arrivava. ma gli studenti non sembravano preoccuparsene troppo.. aspettiamo aspettiamo.. intanto ripassiamo, prendiamo ulteriore confidenza con le paroline chiave.. confrontiamo ultimi dubbi.. beh dopo un ora e mezza di ritardo.. qualcuno decide di andare a cercare il prof.. si dai può andare pensavo.. e mentre era andato a cercarlo.. ecco che magicamente compare. avete l’esame? dovete farlo tutti? si diciamo. e lui: “ok arrivo”. e riscompare. Ahahaha.. che buffo. bene. richiamiamo il compagno che era andato a cercarlo.. e comunque questa volta nel giro di poco il prof ritorna. e inizia. E alla fine va bene. io la voce nervosa, forte di tono ma tipo incerta e tremante.. e lo sguardo concentrato e sostenuto. come per dire massì che quello che mi hai chiesto lo so. però sono nervosa, non è sempre facile, e c’è qualcosa di un po’ troppo grande per me in tutto questo… ogni esame è una grande sfida.. del tipo vorrei sempre più tempo, per dedicarmi con calma e bellezza a tutto quello che c’è da sapere.. Vabbè. è andata. bene. molto. sono uscita con un sorrisino accennato spontaneo. e leggera. sta cambiando sempre di più la mia vita.. Pronta ad accogliere sempre più bellezza?

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