Il livello segreto

Vorresti dire. Vorresti spiegare. Credi fortemente nella libertà di pensiero, nella condivisione, nel volere aiutare gli altri. Ma ti accorgi che non sai come fare. Ci sono cose che non riesci a dire. Si crea il segreto. Rende tutto più magico, speciale. Ti senti uno dei pochi, un élite. Vorresti gridarlo ai quattro venti. Gli altri non ascoltano non sanno ascoltare.. O viceversa.. Non hai ancora imparato come riuscire a spiegare. Perché non basta dire. Devi come trasmettere. È appunto la via segreta. Dove poi può succedere di tutto. Il razionale lascia un posto diverso alla fantasia. Non c’è più la solita logica. Non riesci a spiegarlo. Non c’è più corpo. Vedi e diventi solo occhi. Solo ciò che gli occhi vedono anzi. Forse per una forma di protezione, gli altri ci girano attorno. Perché quando diventi ciò che gli occhi vedono, tu non ci sei più. Ma ricorda sei più grande.

Ah, e non lo stai capendo quello che dico. Davvero.

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Un altra serata di magia..

Chissà forse siamo ancora all inizio.. Forse..

Che serata..

Che giornata..

 

Giornata di scienza

Serata di anima

 

Vorrei stare di più con tutti, vorrei poter dire.. Rendere visibile l invisibile..

Ma per fare questo devo andarmene.. Lasciare tutto.. Il distacco come arma vincente. No, la gioia. Credici. Credici. Non c’è altra via. Esiste una via semplice.

 

Che serata.

Quelle luci, quelle parole.. Quelle idee. Un mondo.

Dove andremo? Dove siamo già.

Molto lontano.

 

Non ci resta che meditare.

Cose da fare.

Ngondro.

Meditazioni dopo. Incontri in altri centri.

Meditare

Come conciliare il quotidiano. Come poter vivere di questo. Lavoro, famiglia, amici, amore. Come gestire il tempo, come non isolarsi.

Non voglio studiare oltre. Quando posso fare di questo. Vorrei garantirmi da vivere. In realtà un po’ me lo tolgo.

Scrivere. Libri? Appunti? Argomenti?

Provare e misurare

Diffondere. Non andartene.

Trovare maestri.

Essere più di solo noi.

 

 

 

 

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Terapia razionale emotiva

Ahah l’altro giorno mi sono imbattuta in un libro di psicologia che parlava di terapia razionale emotiva.. E spiegava come tramite l aiuto della razionalità si può riuscire a capire e controllare le emozioni..

Io direi anche il contrario.. E cioè grazie anche al ricorso alle emozioni si può colorare e rendere viva l’inconsistenza di fondo del pensiero razionale.

In sintesi controlla le emozioni e colora la razionalità…?

Insieme, ragazzi, le qualità vanno distinte e associate insieme, allo stesso livello… Anche se a volte è meglio evidenziare più un lato.. In quel caso avrei evidenziato meglio la necessità della coesistenza delle due qualità.

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Inventarmi un lavoro

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Pensavo.. Quale potrebbe essere il lavoro ideale che potrei fare? Mi è venuto in mente.. Vorrei fare una sorta di counseling personale.

Mi piace molto scrivere e parlare per messaggini. Cioè mi posso divertire proprio e appassionare di ciò che mi dicono gli altri. Il mio insegnante dice.. Ad aiutare gli altri non ci si annoia mai. Sarebbe interessante che gli altri mi porgano eventuali domande.. che io posso usare come spunto per sviscerare un po’ di filosofie e cercare di trasmettere strategie e consigli. Basandomi sulle mie esperienze di studio, meditazione e psicologia, incontro diretto tipo maestro allievo che  poi a sua volta è insegnante.. Secondo me sono idee che possono essere interessanti. E hanno del potenziale, possono fruttare. E quindi offrire consigli personalizzati, vicini.. In modo facile.. E far sentire la persona seguita nel tempo.. Fin dove riesco. Iniziando magari da questioni semplici.

Lo farei però poi ho bisogno anche di vivere io.. Di un automantenimento. Oggi ho letto un post che diceva che per avere successo nel lavoro occorre fare ciò che faresti anche gratuitamente e avere il coraggio di monetizzarlo.

Fare ciò che farei gratuitamente. Ok. Coraggio di monetizzare. Ni. Una volta avevo visto in un altro post il concetto di contributo consapevole. Interessante ho pensato. Per partire direi anche che potrei fare nel tempo e chiedere una offerta libera in base a disponibilità. E in base ai risultati ottenuti.

Poi dovrei gestire la cosa.. Tempistiche.. Quanto spazio dare alla persona.. Selezionare la persona giusta.. Rimanere entro certi standard… Prendere poche persone all inzio.. E forse un po’ sempre.. Poche a cui dedicarcisi bene… Poi si può imparare a gestire nel tempo.. Ma intanto pensare trovare anche solo una o due persone.. E valutare se lo voglio davvero e se funziona.. Al resto ci pensiamo gradualmente. Sarebbe interessante. Ahah dovrei trovare piuttosto un modo di pubblicizzare.. E rendermi visibile..

Ah ecco.. Se funziona.. Poi il. Meccanismo a catena..  Delegare ad altri.. Sempre mantenendo un numero di persone massimo da seguire.. Per mantenere la qualità del contatto… Pero anche incontri più in grande… Mm sarebbe da pensare.. E non finire troppo neanche nel meccanismo della catena.. Sarebbe da pensare..

Ahah chi vuole provare?

 

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Una fine del “perché?” verso l’inizio di una “accettazione razionale”. Verso nuovi stati di consapevolezza.

IMG_20190301_234123.jpgSe ti chiedi il motivo di una questione.. Alla fine in ultimo non lo puoi trovare. Troverai sempre un nuovo perché.

Mi è capitato di cercare di voler risolvere questioni a cui non riuscivo venirne a capo. Mi ci sono immersa con tutta me stessa. Più mi approfondo.. Più avrò possibilità di trovare soluzioni. E invece no. Oppure sì.. La Soluzione delle soluzioni? Spero di non aver bisogno più di approfondirmi così.

Chi domanda, chi vuole la risposta è il se razionale.. Che nelle sue domande.. Nel apprpfondorsi delle sue domande.. Trova la sua inconsistenza. Perché succede questo? Come posso trovare una soluzione a quest altro? Se te lo chiedi abbastanza.. Arrivi a un punto in cui non si può andare oltre per forza.. Oppure proprio allora vai oltre. Sfoci nell’accettazione senza capire oltre e nello smettere di fare domande. In uno stato di fiducia “obbligato”. Questo perché hai trovato il limite del pensiero razionale. Dove comincia uno stato di “fede” dopo esserti chiesto ogni domanda. Se ti chiedi perché? Che senso ha? Che senso ha vivere se la materia può diventare così densa? Non c’è risposta. Ha senso? Si o no?

Ognuno di noi se vuole vivere deve aver messo in ballo una sorta di salto di fede.. Senza avere motivazioni razionali che diano una reale sicurezza. Tutti siamo un po’ in bilico.. E a nostro modo ci crediamo comunque se non ci credessimo si finirebbe per esaurirsi, se non subito, nel tempo sì. A questa grande domanda “che senso ha? Ha senso? si-no?” anche io ho risposto con una sorta di scommessa: ne vale la pena. Se dico no.. Non ottengo niente.. Se dico sì.. Posso o mantenere il gioco Dell illusione.. O provare a trovare qualcosa. Se c’è qualcosa è provando a cercarla che la trovo. Anche se rischio di finore in un circolo vizioso e continuare a cercare qualcosa che non c’è.. Alimentare il denso. Si.. No.. Si.. No..

Ti rendi conto? Sei dentro un pensiero che non avrà mai fine.. Lo vedi il gioco del pensiero? Stai aumentando il tuo stato di consapevolezza?

Ora mi verrebbe da dire una possibile risposta anziché si o no poteva essere “un po’”. Ahahah.

Comunque dovevo trovare il modo di buttarmi sul si senza pensare oltre. La. Meditazione.. L esercizio all abitudine all auto produzione di endorfine naturali e all’autocontrollo. Fidarsi dell’esercizio. Fidarsi del meccanismo associativo creativo e giocare.. Quando hai esaurito ogni possibile domanda. Una fiducia razionale. Non fidarsi perché è mistero, perché è così, perché arrivo ad un punto in cui accetto e basta. Fidarsi perché non c’è altro. Perché ho capito. Che non c’è altra risposta.. O altra domanda.

E la materia sembra farsi più fluida.. Scorre davvero.

L avere risposto in questi termini assoluti.. Poi nel quotidiano mi pone da un lato ad un accettazione più semplice di ciò che non capisco.. E a continuare a cercare i singoli perché con più calma.

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La magia anche di questa sera..

IMG_20190301_224509.jpgE stasera sono andata al mio gruppo di meditazione.. Eravamo pochi.. Ma sono stata tanto bene.. Abbiamo parlato delle cose più grandi.. E giocato anche come dei bimbi piccoli.. È stato proprio un po’ magico💖

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