L’informazione del futuro

L’altro giorno ad una conferenza spiegavano come si stanno modificando i mezzi di informazione per istruire i clienti. Un tempo c’erano i depliant o libri costituiti da solo testo scritto. oggi i testi sono generalmente accompagnati anche da schemi, immagini, tabelle, quindi un ruolo importante l’ha acquisita la grafica e la funzione visiva.

E volete sapere presumibilmente cosa ci aspetta nel futuro? Testi e immagini sempre più digitalizzati, facilmente disponibili e interattivi.. Ma soprattutto.. il “navigator” se non ho capito male. Insomma una persona in carne e ossa che ci spiega, anche in via virtuale o telefonica, trasmette direttamente a voce l’informazione e si assicura che comprendiamo. Spero di aver capito bene. Mi sembra molto interessante.

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Applicazione della tecnica di trasformazione

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E stamattina mi è sembrata una giornata alquanto frenetica.. Mi sembra di aver ascoltato tanti pensieri di tante persone.. Tante situazioni anche paradossali.. che lì per lì mi facevano ridere.. Ma poi ho pensato che era meglio se restavo calma.. in modo da non buttare ulteriore legna sul fuoco.. E incentivi a continuare in direzioni che poi non sapevo controllare come avrei voluto. (Non che sfuggissero, ma neanche che mi ci sentissi proprio padrona). Alla fine mi è sembrato di avere la testa bella piena..

Forse in passata sono stata troppo tempo sui libri.. o verso persone-situazioni solo particolarmente interessanti che avessero qualcosa che sentissi davvero speciale.. E poco ad ascoltare i pensieri quotidiani delle persone.. Che ho sempre ritenuto non portassero troppo lontano.. (In realtà ora penso che aiutano nell’arte della pazienza e del riuscire a fare spazio, e altro..) Ora li ascolto anche per cercare di poter un giorno condividere/passare la strategia della calma che mi sembra così necessaria oggi.. Ma diciamo che mi devo esercitare ancora molto. (chissà se un giorno riuscirò a credere che sia semplice..)

Insomma mi sa devo esercitarmi nella pratica quotidiana-tantrica.. di applicare la comprensione e stato della meditazione anche nelle situazioni semplici quotidiane.. per mantenere la mente in un giusto equilibrio tra vuoto e pieno. Oggi come risultato appunto uno stato di ronzio, trottolamento e frenesia mentale.. che diciamo ho sfruttato per scrivere qui sul blog.. forse ho usato anche io più o meno consapevolmente un po’ la tecnica della trasformazione.. Ho incanalato tutta quella frenesia per scrivere, scrivere il precedente post e pensare di fare qualcosa di utile… Quindi dai forse alla fine posso ritenermi abbastanza soddisfatta di questo intento trasformativo..

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La strada che mi ha portato a diventare una Buddina..

2013a5_22e03dae2c2a4531a2b0ec2eba510103_mv2_d_2304_3072_s_2Seguiamo il filone autobiografico, iniziato qualche giorno fa, con l’alimentazione. penso che le testimonianze possano essere in effetti molto interessanti.

Allora fin da piccola ho sempre mostrato interesse verso l’interiorità. Mi ricordo per esempio che mi piaceva soffermarmi sulle grandi domande esistenziali.. chi sono io? da dove vengo? perché vedo il mondo con i miei occhi e non quelli di un altro? cosa sono le emozioni che provo? a volte mi ci concentravo a tal punto che mi sembrava come di scorgere qualcosa di interessante.. molto più spesso qualcosa che sfuggiva.

Mi ricordo che alle elementari ne avevo parlato anche una volta a mensa anche con la mia maestra.. lei mi rispose che per certe domande c’è come un mistero, il mistero della fede.. Un po come è un mistero il fatto che Dio è uno e trino.. Una risposta di relativa pertinenza secondo me.. Chi può dirlo che Dio è uno e trino? Invece le emozioni e la visione dal punto di vista dei miei occhi la sperimentiamo quotidianamente. Anche se non posso ricordare la mia buona maestra anche con tanta dolcezza.

I miei genitori non avevano particolare legame con la religione, ma molto legati al insegnamento e al mondo della scuola. Mio papà ateo, ma non troppo equilibrato, anzi quasi con repulsione da concetti cristiani, mi ha trasmesso il valore del dubbio e un forte senso di buona giocosità. Mia mamma manifestava un vago senso di spiritualità.. libero ma poco solido, tanto amore e il senso di cura e forse in generale un po troppo ricerca di controllo..

Alle medie mi ritrovavo a volere qualcosa di più del semplice vivere giorno per giorno, in un mondo fatto di sola materia e relativismo. Sembrava che il problema non sfiorasse troppo i miei coetanei e la maggior parte delle persone che incontravo nel quotidiano. ovunque mi fermassi ad ascoltare qualcosa, però tutti indicavano cosa fosse importante. E anche cosa fosse più importante. E ogni volta cambiava. Una volta la cosa più importante magari era la fiducia, una volta la verità, una volta l’amore.. A tal punto che diventava un po’ paradossale. per esempio se leggevo un articolo sul risparmio d’acqua ecco che il bene più prezioso era l’acqua, quasi dover dedicare la vita all’acqua. Cosa è davvero importante? Mi chiedevo.

Scrivevo i miei diari con le mie riflessioni. In generale ne ho avuti diversi, a volte anche insieme in contemporanea, per diversi argomenti. Quellopiù tipico, come diario quotidiano, e altri più variabili uno piccolo per le citazioni, uno con le mie amichette per le nostre questioni quotidiane, uno per i disegni.. Ad un certo punto, ricordo che ne ho iniziato uno nuovo, e in questo volevo fare l’elenco di cosa è davvero importante nella vita. Mi dovevo segnare i vari pensieri in giro di ciò che dicevano anche gli altri che trovavo in giro di cosa fosse davvero importante nella vita. Probabilmente da qualche parte l’ho anche ora E ne ho elencate un po per un periodo.. appunto quindi verità, bene, Dio, libertà, amore.. e anche l’acqua e anche altro. Quando ne ho raccolti un po’ mi sono chiesta cosa fosse più importante tra questi? di sicuro l’amore aveva un certo suo fascino.. Ma potevo dire amore meglio che verità?

Alla fine una volta che me li sono messi tutti davanti credo di essere giunta alla conclusione che c’era un punto per cui alla fine dovevano coincidere. Cioè non era o verità o amore o.. ma Verità = Amore = Dio = Libertà.. Stavo cercando le mie filosofie – strategie in un mondo che non te le spiegava. Andavo avanti per una mia strada.

Della mia infanzia mi ricordo anche che mi piaceva molto sia anche la danza e l’arte. Avevo insistito con mia mamma che mi portasse a lezioni di danza, ma dovetti aspettare la seconda elementare perchè il mio desiderio fosse esaudito. Poi in realtà la formalità delle lezioni un po’ toglievano l’entusiasmo della spontaneità, ma sono andata avanti per un po’ di anni. Mi ricordo che probabilmente più di una volta mi ripromisi che non dovevo mai dimenticarmi della bellezza che si può provare nell’ascoltare una canzone o nel ballare su di una musica. Mi piaceva fare i miei balletti guardandomi allo specchio. C’erano momenti in cui la routine ti prendeva e diventavi come un automa. Quando poi ti fermavi.. allora potevi riscoprire una bellezza così grande.. che ti rammaricavi di averla dimenticata.. e ti volevi ripromettere di ricordarla per sempre, anche da grande.

Penso sempre in quel periodo, mi ritrovavo ad affrontare il percorso del catechismo. Che strano credere in un Gesù che risorge e nei miracoli.. E nel figlio di Dio, e lo Spirito Santo.  Mi dicevano tutto questo, io mi impegnavo a fondo. Che rapporto avevo io con Dio? Ci volevo credere, ma non ci riuscivo. Ero giunta alla conclusione.. di pregare per credere. “Se Dio esisti, dammi la fede”. E di lì a poco la fede in un modo un po’ strano sarebbe arrivata.

Dopo il catechismo, fu il momento dell’azione Cattolica. Mantenevo l’impegno, e soprattutto era bello il senso di amicizia e di valori che trasmettevano. E anche se non mi convinceva fino in fondo almeno qui di alcune cose si parlava sempre come pane quotidiano. C’era una visione un po’ oltre il materialismo.. in mezzo a tanti dogmi.. c’era anche qualcosa anche di più ampio (che voleva cercare qualcosa di più oltre l’impermanenza). E il tutto sostenuto dall’allegria con gli amici coetanei. Magari la maggior parte di loro non erano così interessati a tutto questo come i nostri educatori, ma un po’ di più di quanto trovassi a scuola e il clima generale era più spesso di amicizia, accoglienza, gioia, generosità.

Intanto a scuola avevo iniziato il liceo scientifico. E quindi si era aperto il mondo della filosofia. tanto interessante da ascoltare e leggere (soprattutto nei suoi caratteri semplici e essenziali), quanto talvolta fastidioso da studiare quando bisognava inculcarsi i pensieri di altri che non mi tornavano. E oltre alla filosofia anche un po’ di scienza (troppo poca rispetto per esempio all’Italiano e il Latino e altro per i miei gusti), il metodo scientifico, Newton..

Intanto stavo vivendo anche io la mia rivoluzione. é strano pensare ora come alcuni momenti della mia vita siano così strettamente connessi anche a meccanismi commerciali. In particolare mi imbattei nel video di The secret. Nel mentre che lo vedevo qualcosa di forte stava succedendo. D’un tratto mi accorsi che la fede per cui tanto avevo pregato e non mi arrivava, d’improvviso appariva chiara. Ora credevo in Dio.

Ricordo che ero fervente nei primi giorni soprattutto, non vedevo l’ora che passasse un po’ di tempo. affinchè tutto il bruciore interiore che sentivo anche quello se ne andasse. Purtroppo non ricordo bene l’ordine temporale. Ricordo che in quel periodo scrissi anche un libro. Si intitolava DDD, ovvero dimostrazione di Dio. In pratica era soprattutto un discorso contro l’ateismo, il credere nel relativismo e nel solo materialismo. Innanzitutto partico dal presupposto che su base razionale si hanno tante dimostrazioni dell’inesistenza di Dio, quante quelle di Dio, e quindi è irrazionale dire che Dio non esiste quanto che esiste. Poi per la dimostrazione di Dio invece mi aggrappavo per esempio nell’ascolto di alcune sensazioni quotidiane. Come può essere ascoltare a volte la musica. Se la ascolti bene.. ti accorgi come che dentro di te nascono sensazioni così grandi che non si possono spiegare solo con la razionalità. e così vale per l’arte, la creatività.. in alcuni momenti puoi come avere la certezza di qualcosa di molto grande, molto più grande di te. Non lo so se è davvero comunque una dimostrazione di Dio. Ma per me, aveva un senso. Per me dire che in queste sensazioni c’era qualcosa di grande, oltre me stessa.. ecco che mi permetteva di andare oltre il solo materialismo. (Come dire oggi? Che magari alla base c’è la chimica e la biologia.. ma parlare di sola chimica.. quando la vedi.. è qualcosa di riduttivo.. C’è una componente di controllo diciamo anche interiore che non si può ignorare nel mentre la descrivi).

Quello fu l’inizio della fede in Dio.. Dicevo che mi aveva avvicinato al Cristianesimo, è vero, lo aveva reso vivo, ma era anche un nuovo inizio dello sgretolamento della visione cristiana.

L’ultimo anno delle superiori c’era lo studio della scienza, del metodo scientifico e della fisica e chimica. Quanto ho ritenuto interessanti le lezioni sugli atomi, la relatività (Einstein, Heisenberg, Shrodinger..). E studiando il 900, nel mentre che la scienza diventava più interessante.. la filosofia rischiava di diventare sempre più confusionaria. L’ultimo grande filosofo che mi era piaciuto era Hegel, poi la confusione.. A parte qualche filosofo che si esprimeva sulla scienza.

E in realtà con gli anni dell’università.. Mi sono ritrovata più da sola con me stessa. Ho letto un po’ di libri new age, un po di libri su yogi indiani.. ho iniziato a vedere alcune coincidenze.. e sempre di più a cercare di affidarmi in Dio si trasformava nel credere nel destino in modo passivo piuttosto che nelle mie forze..

L’entusiasmo positivo è andato trasformandosi verso anche un senso di magia in negativo. Complici (cause.. o conseguenze?) diversi fattori.. le difficoltà nello studio, la solitudine-anche ricercata, in amore, in famiglia? Sono arrivata a pensare che non mi interessava più di molto. In fondo dovevo andare avanti per gli altri. Per chi ci teneva a me. Chissà se non mi fosse interessato neanche di questo.. forse avrei avuto il coraggio per qualcosa di ancora più grande e/o rischioso?

Infine ho iniziato ad arrabbiarmi con Dio e il destino crudele. Vedevo che c’era solo quando io c’ero. Una cosa un po’ strana no? Finché non ci credevo più come prima. Credevo ancora nella magia e nella spiritualità. Ma questo non significava per forza Dio e bene. Se ti affidavi.. Ti perdevi.. Per poi ritrovarti..? ma fino a che punto?

Da qui il dilemma esistenziale decisivo.. Che senso ha? Nessuno/il senso che gli dai-credici. ma se ci credi > in realtà credi nel niente > tanto vale non credere > ma così non vai da nessuna parte > occorre crederci > ma se ci credi > in realtà credi nel niente.. ecc…

che si può sintetizzare più semplicemente in “si!/no!” in un circolo vizioso senza fine.

cosa mi restava da fare? Il no diventava troppo rischioso. rischioso fino a lasciarsi andare e morire. Ma in un certo senso ero già morta. è diventata un po alla Pascal.. se scommetti in Dio non hai niente da perdere (oppure sì, il tempo e le energie che ci dedichi.. e ricadi nel sì/no/si/no..) In sintesi mi sono detta.. Nel no di sicuro non c’è niente. Se c’è qualcosa lo trovo nel sì. e devo trovare qualcosa che mi lanci e mi butti nel sì e nel crederci nel modo più veloce possibile. Ma quel crederci.. non era più un credere in Dio.. Era un credere in me stessa insieme a tutto. E quindi ho cercato modi per esercitarmi a credere. Meditare era l’unica risposta, allenare la mente alla calma, alla quiete e al miglioramento e avanzamento. Dovevo trovare delle strategie, dei corsi di meditazione che mi aiutassero in questo. E nel modo più forte e veloce possibile per me. Basta con i pensieri, dovevo mettere in pratica. Crederci e allenarmi a crederci.

Ho trovato così il Buddismo della via di diamante. Avevo cercato altri corsi di meditazione in passato.. Ma i metodi mi lasciavano perplessa. Qui ho trovato un inizio di percorso che faceva al caso mio. Ah, nello stesso giorno che li ho incontrati (di persona) ho anche incontrato il mio ragazzo, anche se solo relativamente interessato al Buddismo. Ma facciamo che per oggi ho scritto abbastanza. Queste sono altre storie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La via della verità e la via della felicità

Ho letto un articolo che diceva: la via della verità e la via della felicità sono due percorsi separati.

Ho pensato eh sì. La verità non è bella, non ti fa felice. Ma c’è un modo per essere felici davvero comunque. Anzi, come dire? A volte più comprendi la verità nel profondo più puoi essere felice..

Ma a quel punto la felicità diventa più solida, più vera.

Quindi la via della verità e la via della felicità sono lo stesso percorso.

Risposta definitiva? Nì. E questo e quello. Anche se sono apparentemente opposti. Sono anche la stessa cosa..

 

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Il mio percorso “vegan” – dalle origini ad oggi

Ieri una amica mi ha chiesto qualcosa riguardo l’alimentazione vegana, in quanto interessata ad approfondire un percorso già intrapreso. La ringrazio per avermi permesso di condividere con lei la mia storia, sperando di esserle utile. Inoltre mi ha invogliato a raccontarmi e scrivo qui la mia esperienza. Tante volte mi hanno chiesto al riguardo, spesso in velocità o per curiosità, e penso tante altre volte mi chiederanno ancora. Le prossime volte eventualmente condividere questa storia anche in forma scritta.

Fin da piccola mi faceva strano pensare di mangiare gli animali. lo facevo solo perché i miei genitori lo facevano e perché mi dicevano che se non lo facevo.. non sarei stata in salute.  Mi giustificavo pensando anche “così è il cerchio della vita”.  In ogni caso non mi era mai piaciuto troppo il pesce, credo che dipendesse dal fatto che quando si mangia il pesce si vede in modo facile la forma dell’animale che viene “scorporato”. Non mi metteva di sicuro appetito, ed il sapore anche ne risultava assai poco piacevole. Quindi fin da principio questo era molto limitato.

Non mi piaceva il pensiero di mangiare carne. Ma dovevo, perché sennò non sarei sopravvissuta a lungo. Allora mi ero creata la mia regoletta. Mangio solo animali grandi, perché con una mucca si sfama una famiglia per tanti mesi; con un pollo una cena per poche persone. e molluschi e altre cose piccole neanche pensarci. Senza soffermarmi troppo sul fatto che una mucca o un maiale hanno una sensibilità molto più evoluta rispetto ad un gamberetto. Forse l’idea di tirare il collo a tante galline, come un gesto reiterato, mi faceva più paura che pensare per esempio a un colpo di fucile all’anno ad una mucca. E forse perché era più facile vedere l’animale del pollo quando veniva servito in tavola (petto o coscia?), piuttosto che un maiale da una fetta di prosciutto o da una bistecchina.

Poi finalmente qualcosa si inizia a muovere.. se nel libro delle medie leggevo scritto che è necessario mangiare carne per avere tutti gli aminoacidi essenziali, nei libri delle superiori comparivano nuove definizioni: vegetariani, ovolattovegetariani, vegani.. ma non era tutto così chiaro.. sarà vero? Sembrava qualcosa ancora di così rischioso.. eppure quando avevo di fronte a me quel pezzo di bistecchina.. non dovevo pensarci troppo.. sennò incominciavo a vederci le fibre del muscolo, cominciavo a vederci un pezzo di corpo.. qualcosa di fin troppo simile ad una parte di me, una coscia, piuttosto che un braccio..

E poi la svolta importante… se non sbaglio era la primavera 2010.. Quando mi arriva un volantino di un vegan festival nella mia città. Ero insieme a mia sorella quando pensavamo al fatto che saremmo dovute andare. E già stavo capendo che mi avrebbe cambiato nel profondo, mi avrebbe dato quelle informazioni che in realtà cercavo da tempo. si può vivere senza mangiare animali. Esistono persone che lo fanno, tante e stanno bene. Ma vediamo vediamo, pensavo.. Pensavo eh sì, forse finalmente sarei diventata vegetariana.. vegana non lo so, ma vegetariana di sicuro. E quella giornata ci siamo seguite tante conferenze.. Ma non ne occorrevano più neanche tante. Non volevo poi vedere le scene più crude, quello non occorreva neanche. volevo vedere che fosse possibile, e come riuscirci. Ho avuto qualche fonte e riferimento importante (food and drug administration, una delle più grandi associazioni americane di riferimento anche scientifico per alimenti e medicine – e con il termine scientifico intendo talvolta citata anche nelle lezioni e testi universitari di medicina per capirci). E ho appreso quelle che sono diventate le mie poche semplici regole di riferimento.

  • Cereali + legumi: il pasto per essere completo deve essere formato sempre da un tipo di cereale e un tipo di legume, per avere tutti gli aminoacidi essenziali. (Soia e grano saraceno li hanno tutti già di per loro).
  • Variabilità. Quindi >cereali: non solo pasta, ma anche riso, farro, orzo, miglio, quinoa..; >legumi: ceci, fagioli (rossi, bianchi, neri..), lenticchie (verdi, rosse..), piselli, lupini.. Frutta e verdura quasi come a volontà. Semi, spezie.
  • Vitamina B12: naturalmente presente nella buccia della frutta; la frutta meglio lavarla e quindi si perde; altre fonti che mi sono sembrate meno chiare: lievito; alghe; in sintesi meglio prendersi una compressa di integratore ogni tot (1/die meglio, ma ok anche a dose maggiore 1/settimana) per essere sicuri.

(Non avevo bisogno di tanti altri discorsi, volevo la strada più facile e abbastanza sicura per arrivarci; quindi mi rendo conto che esistono sicuramente modelli migliori da cui imparare ancora.)

Così dopo quella giornata di conferenze e depliant.. ecco che mia sorella si è mostrata ancora più carica di me.. Probabilmente ha una sensibilità o determinazione istantanea diversa, più forte per certi versi. Mi ha, come dire, messo il turbo. Mai più mangiare carne, e neanche derivati. ed io, beh se lo fai te, idealmente sono d’accordo, io sarei andata più graduale, da sola non ci sare riuscita così velocemente, ne approfitto ti seguo. e così ci siamo fatte forza l’un l’altra. Molto utile per resistere e agire di fronte a familiari e amici. e così siamo diventate vegetariane riducendo tantissimo anche i derivati, e dopo circa 1-2 mesi di adattamento (per esempio ordiniamo pizze rosse e ci arrivano con la mozzarella..) eccoci vegane.

Abbiamo allora provato a fare qualche analisi. il ferro era un po’ basso. e allora nuove strategie per porre rimedio: in sintesi, aumentare la vitamina C insieme agli alimenti vegetali ricchi di ferro (il ferro negli alimenti vegetali è molto, ma poco assorbibile, la vitamina C dovrebbe aiutare. in concomitanza è inziato il periodo per gli integratori e dieta per la mamma. Io ero via da casa all’università, e mia mamma e mia sorella nel frattempo hanno iniziato la nuova avventura nel magico mondo degli integratori. E così poi ho cominciato a prenderne anche io (per essere più specifici: un integratore aveva proteine del latte, ma era buonissimo, ed eravamo in attesa che lo facessero completamente senza). ripetendo le analisi (ovviamente) erano tornate perfette. Il periodo degli integratori sarà comunque durato nel complesso un anno.. era costoso da sostenere, però qualche frutto importante l’ha dato. Mia mamma ha perso 30 Kg, credo che sia merito della combinazione di diversi fattori, tra cui volontà e cambio vita + entusiasmo per gli integratori + sostegno mio e di mia sorella.

Dopodichè cos’altro dire. Mia sorella ha lasciato il percorso vegan, spinta dalla mamma e dalla palestra. Mai più fatte analisi o controlli.

A volte mi chiedevano perché non vegetariana? Perché è tutto un sistema a catena ormai, di sfruttamento.. E se fossero allevati in cortile e mai uccisi? Rispondevo è qualcosa di così ideale, così particolare.. Perché investire energie nel cercare questo.. Tanto ormai non ne ho bisogno..

Con l’incalzare di domande simili nel periodo di Natale ho mangiato della pasta all’uovo fatta da un mio amico, con le sue galline. Dopo qualche mese mi ha spiegato come probabilmente in modo più indiretto anche dietro a questo sistema delle galline libere c’è qualcosa di ben poco libero. Si producono uova da schiudere, All’incirca 50% sono maschi, 50% sono femmine. Si selezionano i pulcini femmine che diventeranno galline da orto per venderle, mentre i maschi hanno un destino molto più breve, dato che non fanno le uova e basta un gallo per tante galline. Insomma per ogni gallina viva nell’orto c’è come un pulcino maschio morto. Insomma perché non dirmelo subito? Cosa ha ottenuto.. di farmi mangiare quell’uovo? Forse di essere citato anche qui.

Dopo 9 anni da quella conferenza vegan-fest, cosa posso dire oggi? Forse non sono così brava come un tempo. Il problema è quando si è in tanti, es. buffet con persone che conosco poco, a volte a lavoro.. se ti offrono un cioccolatino.. Non è facile dire sempre di no. e quando sono con il mio ragazzo. soprattutto in posti che non conosco, soprattutto quando magari c’è qualche piatto che sembra buono. Un dolce, un gelato? niente che non potrei avere in versione anche vegetale. ma lì nel momento c’è quello. Ecco che scappa qualche cucchiaiata. Lì solo per golosità in effetti.. a volte ho preso dei cerali con il miele.. perchè in quel negozio non c’erano senza.. e perchè gli altri tipio costavano troppo… o non erano buoni.. e io al mattino mi devo invogliare a mangiare qualcosina, anche se farei spesso a meno. Quindi per comodità. Allora tendo a dire che ormai sono 95% vegan, 5% vegetariana.

In quel 95% tanta pasta, riso; ceci, lenticchie, piselli fagioli. Non sono in realtà così brava con frutta e verdura. (A volte un po’ costosa in tempo e soldi, ma in futuro penso cambierà). tofu e altre cosine più elaborate in realtà più occasionalmente (una volta alla settimana?). Per il futuro: spero di aumentare la variabilità, la qualità, la frutta e verdura..

Ci sono domande?

Rimpianti? No. Mai mancata la carne. se sono super affamata e passo davanti a qualcuno che sta cucinando allora posso ritrovarmi ad apprezzare il profumo. Ho sentito dire di persone che sognavano la carne perchè gli mancava? A me è capitato di sognare di mangiarla, ma non indicava desiderio.. quanto paura di perdere controllo, essere influenzata e confusa nei miei buoni propositi.

Sei felice? Gioia tanta, il pensiero di vivere di solo vegetali. Leggera, felice. mi da un senso di libertà di gran lunga superiore al gusto di un cibo. Che poi i gusti nel tempo cambiano, e i sapori forti di derivati animali fanno un effetto strano.

Non tocco carne davvero al 100% da 10 anni? Una volta ho dato un morso ad un raviolo cinese pensando che fosse alle verdure, invece era fatto di carne, una volta ho mangiato da un vassoio delle patate dove c’erano dei wurstel.. per ora non ricordo altro ma qualcosa ci sarà stato. Ave a chi sa come districarsi meglio in queste situazioni. L’importante è fare il possibile.

Vestiti vegan?: 95% vegetali o sintetici; vita pratica: una volta ho preso un paio di sandali con un cinturino di pelle; una volta un vestito con seta.

Poi ci sono mille domande più o meno sensate di parenti, amici, e persone nuove.. alla fine impari anche eventualmente a tagliare corto e/o metterla sul tranquillo-ridere.

Mi piace pensare che i benefici sono a più livelli. Primo fra tutti per me gli animali; bisogna poi ricordare l’ambiente, la salute e anche un lato spirituale. Vi lascio a voi approfondire i punti su ambiente e salute, spiritualità. Per quanto riguarda la spiritualità ad una certa lettura si possa anche mangiare altre creature in un certo senso di cerchio della vita, se ti nutri di vegetali è più facile sentirsi leggeri e puliti.. fino a vivere di sola luce del sole.. ma questo direi lo lasciamo a quando sarà diciamo più scientifico-sicuro (chissà forse nei libri di scuola tra qualche generazione futura!!).

Non è nella mia indole essere un tipo “attivista”. In generale penso sia da apprezzare anche chi fa qualcosa come limitare il consumo, sia per gli animali che per il proprio interesse di salute. Quindi la mia strategia è più apprezzare, incentivare, lavorare per espandere i buoni propositi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Vi auguro una storia d’amore bellissima, la più bella.

Riesci a capire?!

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Sogno o son desta?

IMG_20190402_234947Oggi sono stata così presa dal vortice delle cose da fare.. Ero comunque sempre in ottima compagnia.. E alla sera però mi sono ritrovata che ancora non avevo fatto la mia meditazione formale (quella programmata o di routine Vs quella dettata dall entusiasmo del momento) quotidiana. Però alla fine sono riuscita anche in questa.. Era tardi.. C’è un po da sudare per questa meditazione.. E nel mentre.. Vedendo che nonostante tutto ci stavo riuscendo.. Ero entusiasta.. E stavo andando più forte e veloce del solito.. E di molto.. Carica dalla giornata carica.. E dall entusiasmo è soggiunto uno stato come di realizzazione.. O derealizzazione.. Tutti i pensieri della giornata trascorsa scorrevano inarrestabili nel mentre continuavo la pratica.. Ma  proseguivo… Vedevo la routine come un vortice.. Divertente ed entusiasmante comunque.. Però che non si ferma, che va veloce a volte.. Ed ecco che ti vedi come una macchinetta al servizio di questo flusso felice.. Un po’ realizzata e un po’ derealizzata.. Cioè un po’ soddisfatta.. E un po’ come spettatrice di un sogno..😊

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Per pochi, per tanti..

E poi così d’un tratto.. Per quello che ti è richiesto un tempo lunghissimo, improvvisamente sembra volerci così poco.. Quando ti senti più libera ti sembra di poter arrivare davvero lontano.. Di riuscire a fare meglio.. Eppure se lo stesso scopo lo indirizzi verso pochi.. Ti sembra che ti richiedano molte più misure, certezze.. Quando riuscirò a fare coincidere la sicurezza che si priva nella libertà verso le richieste più piccole di pochi.. Ahah e/o è solo un pensiero momentaneo..

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Giocare, giocare, giocare!

IMG_20190402_235853.jpgIn questi giorni ho assaporato un po’ di libertà.. 😊 ed è più frequente allora la possibilità che si aprano finestre verso distese di spazi immensi e bellissimi. Che bello se avessi tanto tempo libero.. Potrei stare ferma e semplicemente osservare.. E vedere le sensazioni.. Vedere che sono io posso crearle ed esercitarmi per mantenerle e farle crescere.. Qualche giorno fa ho letto.. Che se ci si concentra sulla crescita interiore si ah sempre qualcosa da fare e non ci si annoia mai.. Un altro modo per non annoiarsi è cercare di aiutare gli altri.. In generale comunque per sicurezza come riferimento, utile sempre tenere a mente l approccio dell equilibrio.. Un po’ esercitarsi e stare da soli.. Un po’ trovare l ispirazione da fuori.. Un po’ pensare e rafforzare sé stessi.. Un po’ espandere le proprie energie per aiutare gli altri.. Tutto in un gioco di equilibri.. Finché gradualmente qualsiasi cosa tu faccia.. Ti rendi conto di essere comunque in equilibrio.. Però in questi giorni soprattutto ho pensato che se stessi ferma per un po’.. Da sola.. Calma.. Dopo magari un periodo iniziale di emozioni un po’ sparse, inerziose ancora dalle abitudini precedenti.. Si creerebbe spazio, la sabbia si deposoterebbe sul fondo e l acqua diventerebbe limpida.. E si creerebbe energia.. O si renderebbe più visibile quella energia sempre disponibile.. Chiarissima e giocosa e spontanea.. Che fa nascere come un lieve sorriso sul volto.. Bisogna fare attenzione a non ricavalcare troppo l’onda e gli entusiasmi che può offrire la situazione.. Ma continuare a espandere la chiarezza e la gioia senza bisogno di fare chissà cosa.. In quel modo anche da sola puoi sentire quasi come di arrivare agli altri.. Credo che poi dipenda anche da come si è abituati.. E da quanta sabbia bisogna aspettare che si depositi.. Comunque per ora per quanto riguarda me.. E appunto in generale meglio ricercare l equilibrio gradualmente esercitarmi un altro po’ nell’equilibrio direttamente nel movimento.. Oltre che cercare quando possibile l espansione nella calma.. Seguire un po’ le proprie inclinazioni.. Ma ricordarsi che in ogni caso può essere un gioco, bellissimo..!

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