Il mio percorso “vegan” – dalle origini ad oggi

Ieri una amica mi ha chiesto qualcosa riguardo l’alimentazione vegana, in quanto interessata ad approfondire un percorso già intrapreso. La ringrazio per avermi permesso di condividere con lei la mia storia, sperando di esserle utile. Inoltre mi ha invogliato a raccontarmi e scrivo qui la mia esperienza. Tante volte mi hanno chiesto al riguardo, spesso in velocità o per curiosità, e penso tante altre volte mi chiederanno ancora. Le prossime volte eventualmente condividere questa storia anche in forma scritta.

Fin da piccola mi faceva strano pensare di mangiare gli animali. lo facevo solo perché i miei genitori lo facevano e perché mi dicevano che se non lo facevo.. non sarei stata in salute.  Mi giustificavo pensando anche “così è il cerchio della vita”.  In ogni caso non mi era mai piaciuto troppo il pesce, credo che dipendesse dal fatto che quando si mangia il pesce si vede in modo facile la forma dell’animale che viene “scorporato”. Non mi metteva di sicuro appetito, ed il sapore anche ne risultava assai poco piacevole. Quindi fin da principio questo era molto limitato.

Non mi piaceva il pensiero di mangiare carne. Ma dovevo, perché sennò non sarei sopravvissuta a lungo. Allora mi ero creata la mia regoletta. Mangio solo animali grandi, perché con una mucca si sfama una famiglia per tanti mesi; con un pollo una cena per poche persone. e molluschi e altre cose piccole neanche pensarci. Senza soffermarmi troppo sul fatto che una mucca o un maiale hanno una sensibilità molto più evoluta rispetto ad un gamberetto. Forse l’idea di tirare il collo a tante galline, come un gesto reiterato, mi faceva più paura che pensare per esempio a un colpo di fucile all’anno ad una mucca. E forse perché era più facile vedere l’animale del pollo quando veniva servito in tavola (petto o coscia?), piuttosto che un maiale da una fetta di prosciutto o da una bistecchina.

Poi finalmente qualcosa si inizia a muovere.. se nel libro delle medie leggevo scritto che è necessario mangiare carne per avere tutti gli aminoacidi essenziali, nei libri delle superiori comparivano nuove definizioni: vegetariani, ovolattovegetariani, vegani.. ma non era tutto così chiaro.. sarà vero? Sembrava qualcosa ancora di così rischioso.. eppure quando avevo di fronte a me quel pezzo di bistecchina.. non dovevo pensarci troppo.. sennò incominciavo a vederci le fibre del muscolo, cominciavo a vederci un pezzo di corpo.. qualcosa di fin troppo simile ad una parte di me, una coscia, piuttosto che un braccio..

E poi la svolta importante… se non sbaglio era la primavera 2010.. Quando mi arriva un volantino di un vegan festival nella mia città. Ero insieme a mia sorella quando pensavamo al fatto che saremmo dovute andare. E già stavo capendo che mi avrebbe cambiato nel profondo, mi avrebbe dato quelle informazioni che in realtà cercavo da tempo. si può vivere senza mangiare animali. Esistono persone che lo fanno, tante e stanno bene. Ma vediamo vediamo, pensavo.. Pensavo eh sì, forse finalmente sarei diventata vegetariana.. vegana non lo so, ma vegetariana di sicuro. E quella giornata ci siamo seguite tante conferenze.. Ma non ne occorrevano più neanche tante. Non volevo poi vedere le scene più crude, quello non occorreva neanche. volevo vedere che fosse possibile, e come riuscirci. Ho avuto qualche fonte e riferimento importante (food and drug administration, una delle più grandi associazioni americane di riferimento anche scientifico per alimenti e medicine – e con il termine scientifico intendo talvolta citata anche nelle lezioni e testi universitari di medicina per capirci). E ho appreso quelle che sono diventate le mie poche semplici regole di riferimento.

  • Cereali + legumi: il pasto per essere completo deve essere formato sempre da un tipo di cereale e un tipo di legume, per avere tutti gli aminoacidi essenziali. (Soia e grano saraceno li hanno tutti già di per loro).
  • Variabilità. Quindi >cereali: non solo pasta, ma anche riso, farro, orzo, miglio, quinoa..; >legumi: ceci, fagioli (rossi, bianchi, neri..), lenticchie (verdi, rosse..), piselli, lupini.. Frutta e verdura quasi come a volontà. Semi, spezie.
  • Vitamina B12: naturalmente presente nella buccia della frutta; la frutta meglio lavarla e quindi si perde; altre fonti che mi sono sembrate meno chiare: lievito; alghe; in sintesi meglio prendersi una compressa di integratore ogni tot (1/die meglio, ma ok anche a dose maggiore 1/settimana) per essere sicuri.

(Non avevo bisogno di tanti altri discorsi, volevo la strada più facile e abbastanza sicura per arrivarci; quindi mi rendo conto che esistono sicuramente modelli migliori da cui imparare ancora.)

Così dopo quella giornata di conferenze e depliant.. ecco che mia sorella si è mostrata ancora più carica di me.. Probabilmente ha una sensibilità o determinazione istantanea diversa, più forte per certi versi. Mi ha, come dire, messo il turbo. Mai più mangiare carne, e neanche derivati. ed io, beh se lo fai te, idealmente sono d’accordo, io sarei andata più graduale, da sola non ci sare riuscita così velocemente, ne approfitto ti seguo. e così ci siamo fatte forza l’un l’altra. Molto utile per resistere e agire di fronte a familiari e amici. e così siamo diventate vegetariane riducendo tantissimo anche i derivati, e dopo circa 1-2 mesi di adattamento (per esempio ordiniamo pizze rosse e ci arrivano con la mozzarella..) eccoci vegane.

Abbiamo allora provato a fare qualche analisi. il ferro era un po’ basso. e allora nuove strategie per porre rimedio: in sintesi, aumentare la vitamina C insieme agli alimenti vegetali ricchi di ferro (il ferro negli alimenti vegetali è molto, ma poco assorbibile, la vitamina C dovrebbe aiutare. in concomitanza è inziato il periodo per gli integratori e dieta per la mamma. Io ero via da casa all’università, e mia mamma e mia sorella nel frattempo hanno iniziato la nuova avventura nel magico mondo degli integratori. E così poi ho cominciato a prenderne anche io (per essere più specifici: un integratore aveva proteine del latte, ma era buonissimo, ed eravamo in attesa che lo facessero completamente senza). ripetendo le analisi (ovviamente) erano tornate perfette. Il periodo degli integratori sarà comunque durato nel complesso un anno.. era costoso da sostenere, però qualche frutto importante l’ha dato. Mia mamma ha perso 30 Kg, credo che sia merito della combinazione di diversi fattori, tra cui volontà e cambio vita + entusiasmo per gli integratori + sostegno mio e di mia sorella.

Dopodichè cos’altro dire. Mia sorella ha lasciato il percorso vegan, spinta dalla mamma e dalla palestra. Mai più fatte analisi o controlli.

A volte mi chiedevano perché non vegetariana? Perché è tutto un sistema a catena ormai, di sfruttamento.. E se fossero allevati in cortile e mai uccisi? Rispondevo è qualcosa di così ideale, così particolare.. Perché investire energie nel cercare questo.. Tanto ormai non ne ho bisogno..

Con l’incalzare di domande simili nel periodo di Natale ho mangiato della pasta all’uovo fatta da un mio amico, con le sue galline. Dopo qualche mese mi ha spiegato come probabilmente in modo più indiretto anche dietro a questo sistema delle galline libere c’è qualcosa di ben poco libero. Si producono uova da schiudere, All’incirca 50% sono maschi, 50% sono femmine. Si selezionano i pulcini femmine che diventeranno galline da orto per venderle, mentre i maschi hanno un destino molto più breve, dato che non fanno le uova e basta un gallo per tante galline. Insomma per ogni gallina viva nell’orto c’è come un pulcino maschio morto. Insomma perché non dirmelo subito? Cosa ha ottenuto.. di farmi mangiare quell’uovo? Forse di essere citato anche qui.

Dopo 9 anni da quella conferenza vegan-fest, cosa posso dire oggi? Forse non sono così brava come un tempo. Il problema è quando si è in tanti, es. buffet con persone che conosco poco, a volte a lavoro.. se ti offrono un cioccolatino.. Non è facile dire sempre di no. e quando sono con il mio ragazzo. soprattutto in posti che non conosco, soprattutto quando magari c’è qualche piatto che sembra buono. Un dolce, un gelato? niente che non potrei avere in versione anche vegetale. ma lì nel momento c’è quello. Ecco che scappa qualche cucchiaiata. Lì solo per golosità in effetti.. a volte ho preso dei cerali con il miele.. perchè in quel negozio non c’erano senza.. e perchè gli altri tipio costavano troppo… o non erano buoni.. e io al mattino mi devo invogliare a mangiare qualcosina, anche se farei spesso a meno. Quindi per comodità. Allora tendo a dire che ormai sono 95% vegan, 5% vegetariana.

In quel 95% tanta pasta, riso; ceci, lenticchie, piselli fagioli. Non sono in realtà così brava con frutta e verdura. (A volte un po’ costosa in tempo e soldi, ma in futuro penso cambierà). tofu e altre cosine più elaborate in realtà più occasionalmente (una volta alla settimana?). Per il futuro: spero di aumentare la variabilità, la qualità, la frutta e verdura..

Ci sono domande?

Rimpianti? No. Mai mancata la carne. se sono super affamata e passo davanti a qualcuno che sta cucinando allora posso ritrovarmi ad apprezzare il profumo. Ho sentito dire di persone che sognavano la carne perchè gli mancava? A me è capitato di sognare di mangiarla, ma non indicava desiderio.. quanto paura di perdere controllo, essere influenzata e confusa nei miei buoni propositi.

Sei felice? Gioia tanta, il pensiero di vivere di solo vegetali. Leggera, felice. mi da un senso di libertà di gran lunga superiore al gusto di un cibo. Che poi i gusti nel tempo cambiano, e i sapori forti di derivati animali fanno un effetto strano.

Non tocco carne davvero al 100% da 10 anni? Una volta ho dato un morso ad un raviolo cinese pensando che fosse alle verdure, invece era fatto di carne, una volta ho mangiato da un vassoio delle patate dove c’erano dei wurstel.. per ora non ricordo altro ma qualcosa ci sarà stato. Ave a chi sa come districarsi meglio in queste situazioni. L’importante è fare il possibile.

Vestiti vegan?: 95% vegetali o sintetici; vita pratica: una volta ho preso un paio di sandali con un cinturino di pelle; una volta un vestito con seta.

Poi ci sono mille domande più o meno sensate di parenti, amici, e persone nuove.. alla fine impari anche eventualmente a tagliare corto e/o metterla sul tranquillo-ridere.

Mi piace pensare che i benefici sono a più livelli. Primo fra tutti per me gli animali; bisogna poi ricordare l’ambiente, la salute e anche un lato spirituale. Vi lascio a voi approfondire i punti su ambiente e salute, spiritualità. Per quanto riguarda la spiritualità ad una certa lettura si possa anche mangiare altre creature in un certo senso di cerchio della vita, se ti nutri di vegetali è più facile sentirsi leggeri e puliti.. fino a vivere di sola luce del sole.. ma questo direi lo lasciamo a quando sarà diciamo più scientifico-sicuro (chissà forse nei libri di scuola tra qualche generazione futura!!).

Non è nella mia indole essere un tipo “attivista”. In generale penso sia da apprezzare anche chi fa qualcosa come limitare il consumo, sia per gli animali che per il proprio interesse di salute. Quindi la mia strategia è più apprezzare, incentivare, lavorare per espandere i buoni propositi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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