Idee dalle esperienze

E voi lo conoscete Leo Babauta? Un piccolo grande imprenditore.. Piccolo perché è partito dal piccolo, e consiglia di partire dal piccolo.. E poi grande perché è diventato grande. Ho letto un post oggi che dava alcuni consigli. Alcuni di questi: chiederti cosa occorre oggi, per capire se hai una buona idea il fatto che non riesci a trattenere l entusiasmo è un buon segno, aumentare il valore delle persone, partire dal piccolo, cioè praticamente zero spese all inizio e coinvolgere amici e persone vicine. Direi quindi fai esperienza con loro, così hai la possibilità di sentirti libera/o e di capire se davvero hai successo e risultati, e come tranquillamente aggiustare il tiro. Poi lascia lavorare il passaparola. I tuoi risultati e il tuo entusiasmo lavoreranno per te. E si creerà un meccanismo inarrestabile. Questo lo ho sentito anche dall autrice del libro “ogni sintomo è un messaggio” , ad una sua conferenza gratuita tra l’altro che all incirca diceva..”tu fai il più possibile, il massimo che è nelle tue possibilità per l’altro. E se lo riesci ad aiutare poi sarà lui a farti pubblicità, si innesca il passaparola, come una catena, è così che funziona!” Le sue parole credo mi rimarranno impresse per molto tempo ancora. Trova il modo di fare pochi soldi subito, parti così. Creati un blog con buoni contenuti. Ahah qui ci sto già lavorando 🙂 per passione e chissà che non torni sempre più utile. Lascia stare i calcoli (ahah difficile un po’ per me!) e le pubblicità sui social media.. (vedremo.. Più che altro è meno naturale mi sembra..!)

Sono alle prese con il tirocinio per l’esame di stato. Domani è l’ultimo giorno in pronto soccorso. Quante cose ho visto e pensato e alti e bassi. Ho visto un mondo a macchinetta, persone che danno tutte se stesse, che poi sono prese da mille cose, e che poi si cercano anche loro di ritagliare un po’ di tempo per sé. I turni poi, che a volte sono un continuo.. Come se lavorare più tempo sia la soluzione. Sogno un mondo con più programmazione, più personale, più tempo per sé e per gli altri. E lavorare di notte? Dovrebbe essere super valutato, super pagato. E poi quanto si potrebbe fare agendo in prevenzione, molto alla larga, prima di arrivare alla crisi acuta del pronto soccorso. E invece spesso è come se prima si fa, poi si fa ancora cercando di sistemare quello che si è fatto prima.. E solo dopo, molti tentativi dopo si comincia a pensare.. anche solo un pochino di più. Allora sogno ancora.. Chissà che un giorno non sia io che riesco ad aiutare in un qualche modo, nell ambito della prevenzione.. Ahah con semplicità..

La semplicità, a volte ho pensato di essere così semplice da essere difficile. A volte ho pensato che i sistemi difficili faccio fatica a farmeli entrare in testa perché ho necessità di semplicità. Ha volte ho pensato che forse semplicemente ho solo poca voglia.

Mi sono sentita inadeguata davanti ad un mondo che va veloce, o sono io lenta? Insicura di fronte a tante scelte veloci. Pensavo forse sono io abituata troppo a stare calma, a volere che siano gli altri a chiamarmi e cercarmi ad avere il giusto spazio in cui agire.. Ad essere stimolata giocando e avendo la libertà di esprimere ogni dubbio. Fino anche a realizzare che una certa quota di dubbio resta ed è normale così. O chissà forse con il dubbio si smetterebbe ancora di più di agire, e sforse si penserebbe di più? Si imparerebbe di più a stare bene a prescindere dal risultato.. Oltre che con il risultato. Forse vivo nel mondo dei sogni. E come risultato mi metto da parte, in disparte, e cerco un equilibrio sorridendo e facendo cose semplici. E quindi non imparo molto. Forse vivo solo ancora nel mondo dei sogni. O forse solo così è bello vivere. O forse un giorno dovrò adattarmi di più. Adattarmi ancora.

Tanti studi, tanto tempo, forse la mia educazione che mi faceva guardare troppo al volere fare il meglio anche a costo di non farmi accompagnare dalla giusta gentilezza, e filtrare quello che mi veniva insegnato tra l’essere vivo e poco preciso alle lezioni, ed essere corretto ma poco interessante o inerte sui testi. E comunque incongruenze, tante nozioni, e scadenze. E forse ancora tanto potenziale da sviluppare. E ritrovarsi nella bellezza della solitudine a volte così profonda da ritrovarsi da soli.

Ahah oggi sull’autobus una ragazza che diceva che aveva bisogno di una pausa, dal suo ambiente di lavoro, di sentirsi più valorizzata, ricominciare da zero. Ecco due giorni fa mi ero sentita in modo simile. Per fortuna mi è bastato il mio giorno libero per ricominciare abbastanza bene oggi.

Quanti abbastanza poco certi, quando vorrei solo dei completamente, pienamente, perfettamente. E allora penso che ho la fortuna di avere comunque alcuni aspetti nella mia vita in cui mi posso sentire davvero benissimo. Espanderli deve essere il focus.

A volte il volere di più ci allontana dal presente. Ma anche l accontentarsi. È tutto un gioco di equilibrio. E trovare la giusta tensione. Stimolante e calma.

Ho scritto abbastanza. È tardi. Magari continuo un altra volta. Beh forse solo una piccola quota di pensieri che mi vengono a trovare in questi giorni.

Per dire che comunque anche se non ho scritto molto in questi giorni, ci sono, e ci sono idee che scorrono, forse resteranno sogni, intanto ne posso gustare la bellezza. E chissà che qualcun altro leggendomi potrà rispecchiarsi e magari ricevere un ispirazione.

 

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