Le porte dell’infinito..

Oggi non vado tanto sotto ispirazione del momento, le parole non scorrono così tante susseguendosi così veloci ma seguono un’ispirazione lontana, voluta, ma distante, più calma, distaccata ma resistente nel tempo..

Parliamo come già preannunciato di alcune frasi di Roll che penso possano suscitare molta ispirazione.

Intanto due parole su Gustavo Adolfo Rol. Avete presente i guru orientali, che possono volare.. Leggere nel pensiero.. Ecco lui in modo simile ma occidentale, moderno, come noi. Non ci ha mai ricavato nulla in termini di denaro. Ma di sicuro in termini di prestigio. Tante persone famose e importanti dell epoca ne sono rimaste affascinati. Piero Angela invece ne è rimasto incredulo. In internet si ritrovano facilmente ulteriori dettagli. Telecinesi, materializzazione e dematerializzazione, preveggenza, dislocazione (essere presente in due posti contemporaneamente) , viaggi nel tempo.. E chi più ne ha più ne metta.. Ma torniamo ora coi piedi per terra.. Mettiamo che sia stato solo un abile e piacevole prestigiatore che dapeva come incantare e affascinare.. Penso che una certa grandezza si possa riconoscere anche dalle sue parole.. Ecco quindi alcune citazioni che gli sono state attribuite secondo me molto belle.. Con l’augurio che possano essere di profonda ispirazione e possano quindi destare quel senso di straordinaria meraviglia che ci appartiene..

“.. Spalancare le porte dell’infinito, distruggere la malinconia, superare il terrore della morte.. ”

“Spalancare le porte dell’infinito, distruggere la malinconia, superare il terrore della morte”

“[leggendo il vangelo] <<..é la fede che smuove i monti..>> Non si fermi al concetto di fede religiosa. Sostituisca pure alla parola fede quella di FIDUCIA INCROLLABILE. È la stessa cosa. Anche coloro che non credono in Dio possono avere una fiducia incrollabile”

“Avrà notato che molto raramente cito nomi di filosofi, scienziati o santi, perché ognuno di noi ha i mezzi per intuire da solo. Questa è la vera strada della conoscenza. È vero che i maestri agevolano il cammino ma forse il loro passo è più lento del nostro. Il loro sguardo meno acuto, la loro resistenza meno grande. La mia non è presunzione e neppure mancanza di umiltà. Riconoscendoci in ciò che è possibile compiamo un atto di fede ed allora non manchiamo certamente la meta.”

 

 

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