Sull’accettazione della realtà? xD

Annunci

Galleria

il sole risorge – ritorno alla realtà

è strano come la vita abbia ripreso il suo corso.

sembra tutto tornato alla normalità, quella quotidianità che tanto mi mancava.. è tornata forte.

è strano. mi sento come un tempo. e allo stesso tempo diversa. più forte. più in equilibrio.

sì, del tipo.. i cicli si ripetono uguali a frequenze diverse, un ottava più alta.

mi sembra che sia tornato tutto come prima, o stia tornando sempre di più.. e più forte di prima.. come se posso un passo dopo l’altro avverare un po’ di più i miei sogni..

ed è strano vedere le persone. osservarle. e pensare che gli stessi atteggiamenti delle persone mi creavano disturbo, e ora mi scivolano via. è il mio filtro che le cambia, i miei occhiali dell’umore. ma non credo che un umore felice sia più veritiero di uno triste. vedo come cambia. ed è strano.

stasera poi mi è ripresa la malinconia. una malinconia che conosco.

quello che resta forse di quella depressione.. nel quotidiano. e piccole ansie distribuite. che sembrano i problemi quotidiani.. ma oppure anche qualche frammento di quella grande tristezza. che poi tristezza. ero davvero triste? non lo so più. forse era una diversa distribuzione di equilibri. ero senza entusiasmo. ma forse avevo una libertà diversa. l’entusiansmo, forte che ho provato in questi giorni.. penso che sia anche strettamente legato all’attaccamento..

non ho smesso di credere in quello che credo. ma nei momenti di felicità speravo che le cose fossero diverse.. volevo credere che il bene vince sul male.. e non semplicemente si alternano.

la vita è un mix di inferno e paradiso.. volevo invece che fosse più paradiso che inferno. che l’inferno sia transiente e il paradiso per sempre.

ho pregato perchè fosse così. perchè se dovesse essere così che io possa capirlo.

ho pregato quel dio.. che cìè insieme alla sua assenza.

ah. chissà quante contraddizioni avrei trovato qui. non avrei mai potuto scrivere qualcosa del genere?

non avrei neanche mai potuto credere che potesse riaccadere l’entusiasmo in me? o invece si.. lìavevo previsto.. doveva far parte del ciclo. allora diciamo mi ero scordata di quanto si stava bene a sorridere ed essere felici. e ne ero contenta di averlo provato. ah. tutto da manuale. ci sono ricaduta. il signore mi ha riabbracciato con i suoi raggi.. prima della prossima ricaduta.. e le cadute ora ci sono.. ma sono diverse. sembrano da problemi piccoli.. che passano in fretta.. ma che ti danno sempre motivo di non vivere appieno. e anche se durano poco.. mentre ci sono li senti molto.

è strano..

vorrei scommetere sulla felicità.

e sapete.

mi è già successo qualcosa del genere.

quando ero piccola. ad un certo punto non vedevo che relativismo.. e un gran bisogno di credere. poi ho iniziato e continuato a pregare. dicevo.. se esiste o non esiste..tanto vale passare la vita a pregarlo.. avrei potuto passarci la vita.. per la possibilità che Dio esista.. è un bel modo per spendere il tempo.. e poi anche se non ci credevo fino in fondo.. inaspettatamente ho sentito la parola di Dio diventare viva. e ho capito che aveva senso. ero presa da un eccitazione folle in quei giorni. bruciavo, ero instabile. era una felicità incontenibile. non era piacevole.. volevo che passasse il tempo così mi ci sarei abituata.

insomma.. mi sento ora come quando pregavo Dio.. e gli chiedevo.. se esisteva.. di rivelarsi a me.. di farmi capire.. di darmi un senso.. e quel senso è arrivato.

è come se so già che arriverà. ma mi chiedo.. come può superare le mie credenze? come posso poi crederci se so anche che una volta che si è rivelato.. poi sono ricaduta in una nuova forma di relativismo.. in cui c’era Dio, lui non l’ho più perso.. ma anche il suo non essere insieme? cosa ci può essere da farmi credere in un assoluto bene sopra di tutto?

il non essere del male? il credere in una beatitudine data dall’assenza del male? chissà..

ma e poi questo non male…..non esiste in che termine? perchè non dovrebbe semplicemente non essere momentaneo?

troppi pensieri.. troppe parole.. in questa pausa di malinconia.. che probabilmente domani sarà già passata. e ritornerà la vita di sempre.. quella che mi fa apaprire questo mondo reale.

quella malinconia che vorrei potermi dire.. può passare per sempre?

un’idea ce l’avrei.. ma……. io non so se il destino vuole che la azzardi.. oggi comunque è tardi.

A conclusione di questo post oggi lascio un pensiero che va a una persona speciale.

Galleria

Emozioni..

Illuminazione

allora sono agitata. devo restare calma.

diciamo che se fossi schizofrenica, sarei nel momento maniacale della schizofrenia.

ma il limite tra malato e sano è sottile. io rientro nel sano.

ho appena avuto un’idea. che non è nuova completamente. ma si riafferma in modo più chiaro.

l’ultima volta che si è affermata.. ha fallito. ed è stata poco prima della grande depressione di agosto. chiamiamola così. magari in un post ne parlerò? magari ora?

comunque. l’energia è arrivata. mi ha travolto. non posso più essere pessimista.

sono arrabbiata. ci è riuscita.

eppure davvero non posso resisterle.

no. devo contenermi. devo rimanere calma. devo ricordarmi di quanto può essere dolce e crudele. è come se ricordandomelo rimango preparata. in realtà è solo un gioco mentale. però magari mi sbilancio di meno la prossima volta. non mi aspetto molto. resto consapevole della presenza del dolore. se se. sono troppo carica e poco controllata ora.

non è giusto. so già che significa che arriverà una nuova crisi.

vabbè. cosa ci posso fare? arrabbiarmi. e ricordarmi della presenza del dolore. per quel che posso.

comunque è come se ho individuata una sorta di scopo nella vita. una sorta di fil rouge dei miei talenti.

pensavo di fare un nuovo sito.

pensavo che tutto sembrava tornare ed avere un senso.

il mio scrivere, i miei disegni, le mie emozioni, la mia profondità, il mio saper trovare lo speciale nascosto nelle persone, la mia timidezza, la mia fantasia, la mia originalità.. la mia spiritualità. il mio senso di universalità e fratellanza, e il mio senso di tribù, ovvero di stare bene solo con pochi.. la possibilità di riappacificarmi con il passato..

sembra così bello. sembra che davvero in questo momento di entusiasmo.. tutto il male che ho sofferto più non conta. è assurdo.

non ci posso credere però fino in fondo.

vorrei credere che si può stare senza male.. ma non ha senso.

ci ho pensato bene. il mondo è un gioco, un alternarsi di binomi. sarebbe bello abbandonarsi alla gioia. ma poi anche Dio deve lasciare spazio anche alla sua assenza..

comunque le idee sono confuse..

infatti scrivo in modo confuso..

quando sono entusiasta… i pensieri vanno… parlo mettendo un sacco di giri di parole prima di arrivare al dunque.. perchè anche io ancora non ho capito bene il dunque.. quindi devo prenderla alla larga..

il piacere delle biografie..

ahah.. le parole chiave..

la disorganizzazione è stata una delle caratteristiche fondamentali della schizofrenia..

adesso continuo a fare riferimenti a questo.

la sto studiando in questi giorni con i farmaci..

e ho avuto occasione in realtà proprio di recente di sentirla vicino per altre cose..

ahah.. mi sembra anche che i miei colori, e il fascino per il nero.. acquistino un nuovo-solito significato..

i colori naif.. sanno un po di psichedelico.. quelli che uso nel mio blog ora.. ma forse lo cambio.. questo sfondo magari lo uso per il nuovo.. che deve essere più positivo.. questo lo faccio più scuro.. pensavo ad un cielo nero, all’universo vuoto con qualche stella.. il momento negativo della schizofrenia… più simile alla depressione.. l’apatia..

scrivo tanto.. ma si legge d’un fiato.. di solito mi si diceva così..

comunque l’idea… era fare un blog del tipo “eluraccontastorie”..

andare n giro per strada a parlare con gli sconosciuti.. intervistandoli.. e cercando le storie più belle proprio attorno a me. i misteri. le emozioni. le storie d’amore. le storie soprannaturali.

tutto quello che mi interessa.

proprio qualche giorno fa pensavo.. che le autobiografie.. sarebbero state l’unico nuovo tipo di libro che avrei potuto leggere.

(l’unico.. si pensvo così..)

mi sa molto di qualcosa vicino all’osservare.. alla meditazione.. all’abbandono..

l’ascoltare le storie degli altri.. e portarne testimonianza.

è bello perchè dai valore agli altri.. a colui di cui scrivi, e a tutti condividendo la sua storia..

ognuno può ricavarne qualcosa..

ed è bello perchè voglio che siano persone vicino a me..

e ad ogni persona voglio fare un regalo.. un ritratto..

biografia e ritratto..

e poi lasciargli il nome del mio sito..

chiedergli se posso scrivere di lui.. se posso usare i nomi. se posso cmabiarli..

se vogliono leggere la mia di storia..

ahah. pensavo.. paura che qualcuno mi copi l’idea?

voglio vedere chi mi riesce a stare dietro.. a scrivere più post di me?

quanti ne sto pubblicando ormai al giorno?

e che facciano pure.. tanto è l’energia che sceglie. oltre che io. e non io. e io.

ho letto l’autobiografia di uno yogi.mi ha accompagnato in una crisi un po di tempo fa.. sempre d’estate credo 2-3 anni fa. ecco che ora ritorna. l’avevo lasciato a metà. chissà se riesco ad aver voglia di finirlo. oppure magari mi dovrà accompagnare in un altra crisi tra qualche anno? prima? dopo?

poi qualche giorno fa dentro una libreria mi sono imbattuta nella biografia di Dynamo. il mago. l’illusionista. che cosa bellissima. (oh. quanto entusiasmo :/) sembra una persona così semplice. e così grande.

una mia amica giovedi mi ha raccontato cenni della storia di Don Milani. e le ho detto. che avevo trovato un nuovo valore nelle biografie ultimamente. magari l’avrei approfondita..

e invece la sera stessa.. mi sono letta la storia di John Lennon. La suo Let it be.. mi incanta..

qualche settimana fa.. prima della crisi c’era stato uno schizzo di euforia.. volevo fare dei video con un mio amico.. vanno tanto i video ora.. e l’idea iniziale era quella di farli comici.. poi io però ero sola.. e ho iniziato a scrivere delle storie.. che si basavano proprio su biografie.. e ci ho messo qualcosa di spirituale, anche in modo indiretto, qualcosa di stupido, e qualcosa di dolce.. poi avevamo fatto anche insieme la stesura di video solo più divertenti..

ma non li abbiamo mai fatti. anche se il desiderio di fare dei film… è antico in me… avevo scritto scenografie su romeo e giulietta.. ero quasi riuscita a coinvolgere tutto il gruppo della parrocchia.. ma alla fine dopo qualche ripresa.. il progetto si è arenato.. era troppo complesso evidentemente.. troppe persone.. troppi impegni diversi.. troppe cose da regolare.. ma forse anche quello ora ritorna ad avere un senso..

quando a inizio agosto ho avuto lo schizzo dei video.. volevo chiamare il progetto delle mie storie.. qualcosa del tipo “eluraccontastorie”.. forse il nome mi tornerà utile..:) e in quel periodo.. avevo pensato a un sacco di cose insieme.. quella era solo una parte di qualcosa più grande.. ero carichissima.. nel giro di poco però si è spento.. sembrava.. ora no. arriverà la prossima crisi in cui lo sembrerà. comunque tutto è niente e tutto insieme.. (ahah.. c’è un tutto al di la di questo tutto e niente insieme.. che li ingloba? elisa stai riprendendo la speranza? sciocca.. no niente speranza.. lasciamoli agli illusi… come anche me..).. per esempio un progetto sui labirinti.. ahah.. vedremo.. la meta è il viaggio stesso.. giochiamocela.. (e soffriamo..o.o perchè sembra tutto così maledettamente troppo bello ora? :/ soffri elisa. soffri. resta con i piedi a terra. oh.. cosa sto dicendo.. cosa stanno dicendo le mie vocine schizzine in testa.. ) comunque anche quella volta.. era ancora troppo complesso. volevo coinvolgere almeno un’altra persona. invece doveva dipendere tutto da me. un blog. la mia carta e penna (matita,mi piace di più. e gomma). il mio notebook portatile. a volte il computer di mia madre.. che va più veloce.

e la voglia di uscire. e tutti. e nessuno.

è così semplice. entusiasmante. magico.

assurdo. chissà che buio dovrò affrontare prossimamente.

se credi di farcela o no, hai ragione comunque.

coma faccio a non credere in quello che penso? chi riesce a smantellare i miei cicli?

io non posso semplicemente dire.. non è vero quello che penso. è così radicato in me. come posso raggirarli. non ci crederei davvero.

comincerò intervistando i miei amici. il modo più semplice.

devo integrare anche lo studio con questo.

ahah. ho messo il titolo.. illuminazione. lo dicevo sempre.. io aspetto.. le illuminazioni.. e dal vuoto al pieno.. arrivano..

ah in sintesi la crisi di agosto.. vedremo se ho voglia di farci poi un post a parte..

omettendo il prima.. esame andato male. chiusura in casa da sola per qualche giorno. non avevo nessuno. mi sentivo via internet-telefono con qualcuno. metabolizzazione e illuminazione dei testi per video. ritorno a casa. esco una settimana intera sempre via con amici. mi distacco con madre e sorella. ritorno a casa. domenica riprovo a iniziare a studiare. inutile. lunedi mio babbo parlando mi ridà la motivazione per lo studio. ritorna una costante. quella settimana invece il nero a livello emotivo e con mia madre e sorella. il 15 agosto andiamo nella città di Paolo e Francesca. bella. ma non mi si può parlare. le persone mi sembrano tutte finte. salvo poche eccezioni. mi rendo conto che sono le stesse.. che un tempo mi apparivano tutte belle. mi sembra infatti assurdo. ora vedo chiaro il lato negativo di ogni persona. con mia madre e mia sorella.. forse ancora meglio. ogni tentativo di parlare finisce in litigio. certo poi tutto dipende anche da me. il mio umore sottoterra. depressa. apatica. solo studiare. chiudermi in me stessa. la settimana dopo qualcosa sembra riprendersi. inizio a scrivere il blog.. inizio ad essere meno rispettosa dei programmi dello studio. riiniziano a farsi sentire le persone. e io ad avere voglia-riuscire ad uscire. è il destino che sceglie quando farle venire fuori le persone. perchè si sono fatte vive dopo e non prima..? perchè il momento giusto era dopo. prima davvero non so se avrei avuto voglia di parlare neanche. anche se mi dispiaceva. anche se continuavo a voler bene. niente aveva senso.

ora poi. questa sera. mi stavo rideprimendo. era sabato sera. volendo potevo uscire. non ne ho avuta voglia. non avevo di che da fare. ritornava quel senso di vuoto. e apatia. mi sono messa a guardare siti di motivazione e co. un po li leggevo. un po li lasciavo perdere.

poi mi sono imbattuta in qualcosa del tipo.. ricercare le proprie passioni.. i propri hobby…

e li l’illuminazione. tutto è apparso chiaro.

badate.. non è il sito positivo che guardavo. il sito positivo è una scusa attraverso cui ‘energia si incarna per dare stimoli. a volte può essere anche uno stimolo negativo. la crisi catartica. (e la pericolosità della catarsi.. magari ne parlo un’altra volta..). anche perchè non è un caso che proprio prima dell’illuminazione.. ci fosse stato il periodo di crisi.

vabbe. finito. alla prossima. crisi o illuminazione che sia. ispirazione per un nuovo post.

Desiderio e distacco.

Pensavo.. ai miei desideri..

e al fatto che le cose si realizzano quando no ti interessano più, quando stai bene senza..

io riconosco che ho dei sogni che mi farebbero stare bene.. (e quindi ancora male..)

mi chiedevo come si potranno mai realizzare ora i miei sogni..?

forse accadrà qualcosa di simile a ciò che mi era successo per degli esami..

ripensavo a quando avevo passato un esame di fisiologia che era stata una piccola grande impresa.

alla fine ce l’avevo fatta. ma non ero contenta.

ne avevo passate così tante, che non ne valeva la pena essere contenta.

non mi interssava quasi più.

pensavo solo che volevo “riabituarmi alla vita..”

le leggi dell’attrazione dicono.. che le cose accadono quando hai fede, quando ci credi e quando ti sintonizzi a tal punto, che stai bene anche senza. il solo pensiero ti da piacere.

ecco ora pensavo paradossalmente a qualcosa del tipo.. desiderare a tal punto che stai male anche con.

cioè ci hai sofferto così tanto dietro a quel desiderio.. che non te ne frega più, il fatto che lo realizzi ti fa pensare anche a tutto quello che hai dovuto passare per ottenerlo.. te ne distacchi in automatico.. ed ecco che si realizza.

in ogni caso, da stare bene senza e da stare male con, non ti interessa più come prima. e si realizza.

chissà se andrà così. mi piace anche fare previsioni. riconoscere il mio senso di fede.. questo ha anche i suoi limiti. vedo che il giocare a fare le previsioni, spesso mi fa propendere senza volerlo forse all’aspettativa e all’attaccamento. dicevo, se ci credo, se lo so che accade.. accadrà. eppure appunto vedo che si alternano tante emozioni nel frattempo, che non capisco come posso reagire.. ecco probabilmente oggi ho notato qualcosa di interssante.. sapere che le cose andranno come voglio e vedere che ci posso stare male comunque.. perchè se so che accadranno le desidero di più, e mi fanno più male..  ho capito come può non fregarmene niente.. fregandomene.. nuova luce.. che assurdità.. non voglio stare bene.. se sto bene.. qualcosa di brutto riaccadrà.. ma poi ritorna bello.. niente di nuovo.. niente di nuovo.. la paura non ha senso.. quanto l’amore..

Destino e libero arbitrio

come tutti gli opposti, questi coesistono insieme anche loro.

Ho letto una volta in un sito di una domanda sul libero arbitrio ad un prete cattolico.

(l’ho cercato ma non l’ho trovato ora; ho trovato altri siti che parlano al riguardo, ma mi sembrano più lunghi, non ho voglia di leggerli.)

si chiedeva al riguardo della rinnegazione di Pietro:

nell’ultima cena Gesu dice che Pietro lo rinnegherà tre volte al canto del gallo.

pietro si chiede come possa essere possibile, e non riesce a crederci. eppure così accade.

la domanda che si poneva era come poteva esserci il libero arbitrio, se Gesù già sapeva quello che sarebbe successo.

la risposta che si diede, era qualcosa del tipo.. il libero arbitrio consiste nella possibilità dell’uomo di scegliere Dio e il bene, o separarsi, distaccarsi da Lui.

in modo un po’ indiretto si ricavava quindi che tutto è predestinato, tu puoi scegliere il bene o il male, in questo sta la tua scelta, ma qualsiasi scelta tu faccia, è già predestinata. insomma. non si nega la predestinazione fino in fondo. si usavano giri di parole per dire che l’uomo ha la possibilità di staccarsi da Dio. ma indirettamente capisci che non è lui che lo sceglie quando staccarsi.

secondo me, il libero arbitrio consiste nella possibilità di poter fare quello che vuoi. ma quello che vuoi coincide con quello che è stato scelto per te. ogni volta fai quello che vuoi, ogni volta è quello che dovevi fare.

e se uno dice ma io non volevo fargli del male, questo è vero e non è vero. se lo hai fatto, vuol dire che in un certa misura lo hai voluto, e se lo hai voluto era perchè doveva essere così. e poi anche non è vero. perchè dentro di te in una certa misura non volevi. (poi questo gioco della misura, delle percentuali che uso.. in realtà.. ha senso e non ha senso.. è semplicemente l’opposto dell’essere assoluti, coesistono entrambi.. potrei dire probabilmente anche che lui non voleva fare del male in assoluto, e lo voleva in assoluto.. ma non addentriamoci troppo ora in questi voli pindarici.. che intuisco un po’ ma sfuggono ancora anche a me.. secondo me qui entrano in gioco le mie contraddizioni..e non. perchè in un certo senso già le riconosco.. non mi contraddicono. e mi contraddicono.)

insomma tu scegli ciò che ti è stato predestinato.

sei libero e in trappola allo stesso tempo.

e le condizioni in cui capiti, quelle che sembrano essere messe li al di fuori di te, per es. il fatto di nascere in un certo posto, in certe condizioni famigliari, sociali, economiche.. anche quelle in un certo senso le hai scelte (siamo in un mondo anche di sogno) e in un certo senso erano quelle che ti erano state predestinate.

quindi sta a noi “scegliere” da che parte vedere la cosa. o ognuno è predestinato a vedere la cosa a suo modo.

in ogni caso hai pro e contro.

la visione del libero arbitrio, ti fa sentire che puoi fare quello che vuoi, ma se qualcosa va male, a quel punto è tua la colpa. se qualcosa va storto, sei tu che sbagli.

Stavo pensando in realtà secondo me le persone si fermano il più delle volte in una sorta di limbo della contraddizione (che ha non ha senso, ma nel suo non senso c’è un senso perfetto..). in cui credono di essere liberi, e che possono fare quello che vogliono e se fanno qualcosa e non funziona è perchè o gli altri non li seguono, quindi sono gli altri che non vogliono essere aiutati, problema loro, oppure perchè hanno avuto grandi difficoltà, le loro difficoltà che li rallenta.

in realtà è un gioco di parole contraddittorio. perchè se tu credi che le persone possono fare di tutto, e sta a loro la capaictà di risollevarsi ogni volta, beh hai esempi di tante persone che erano davvero in grandi difficoltà (esiste sempre qualcuno con più difficoltà di te in quest’ottica..) e che comunque si sono riscattati. a quel punto se lo riconosci, ti rendi conto che sei tu che non sei ingrado di farcela. perchè c’è chi in condizioni più difficili della tua è riuscito, e se tu non riesci è solo colpa tua. e se non vuoi usare il termine colpa.. sostituiscilo con responsabilità. se vuoi vedere dal punto di vista che tu hai la possibilità di scegliere, allora devi assumerti tutta la responsabilità delle tue scelte.

se invece prendiamo la visione del determinismo. c’è qualcosa di piacevole nel non aver colpa, non hai responsabilità di niente. tutto quello che accade è perchè doveva essere così. ma questo comporta un grande senso di impotenza. quando arrivano le gioie e i dolori, arrivano e tu non puoi farci niente. seguono il loro ciclo, che avrà anche un ordine. e tu diventi passivo.

credo che bisogna osservare insieme queste due visioni. coesistono allo stesso tempo.

(bisogna.. e non bisogna – fate come volete – come è predestinato che sia..ecc..)

Personalmente, nella mia vita ora, c’è una predilezione per il determinismo. un po soffro del sentirmi prigioniera, un po’ sono felice del non avere responsabilità. un po di tempo fa credo che invece ero molto incentrata sul fatto che tuto ciò che accade è responsabilità e scelta mia. e quando le cose non andavano, era perchè io non riuscivo a farle funzionare.

adesso quindi sento che non scelgo niente, tutto è predestinato, devo solo fare ciò che voglio (e a volte posso voler fare ciò che non voglio – attenzione lo voglio comunque..!) e tutto ciò che mi accade è anche il risultato della mia resopnsabilità. quindi ogni volta che non riesco vedo tutti i miei limiti. quando riesco vedo le mie possibilità. ma nel complesso per ora mi piace più l’aspetto dell’abbandono, dell’impotenza, e del non avere colpe. forse riequilibrerò la cosa nel tempo. (creando altri disordini.. sempre in questo gioco di opposti certo..)

quindi mi sento libera da ogni colpa, ma completamente responsabile di ciò che faccio. limitata e con delle possibilità.

Insomma niente di nuovo, espresso in un modo nuovo.. diciamo così.. chissà come si potrà dire la stessa cosa, ancora in modi nuovi..

c’è stato un momento in cui mi si è messa in crisi la mia visione del determinismo.

mi chiedevo, ma come avevo fatto a dimenticarmene?

poi in realtà no. Non importa. non mi cambia molto.

magari lì c’è un solito nuovo inizio per poter dire le solite cose in un modo nuovo..

riguardava la visione scientifica e il determinismo.

nella scienza già si è visto che il determinismo non può esistere, soprattutto quando andiamo nell’infinitamente grande, e nell’infinitamente piccolo. si parla di probabilità. quindi più ti sposti verso gli assoluti, più trovi un relativismo.

quindi pensavo.. tutto quello che scelgo lo faccio come se qualcuno mi mette int esta un’idea in un certo momento, o se le cose cambiano.. ed è un po’ paragonabile a una catena di eventi azione-reazione. eppure questo non è possibile perchè se è vero che nella meccanica newtoniana (si dice così?) puoi calcolare il moto di un corpo (nel vuoto teorico, o grossomodo, o assumendo di conoscere tutte le variabili necessarie, attriti, aria.. ecc..) nell’infinitamente piccolo per esempio non puoi prevedere la posizione e la velocità insieme di una particella (principio di indeterminazione di Heisenberg..)

secondo me appunto qui ci sono le basi tipo per dire le solite cose in un modo nuovo..

un’ultima osservazione. oggi studiavo la schizofrenia. sentire più voci, sentire che i pensieri vengono messi intesta e imposti, e cambiano da soli, sentire di essere impotenti.. alcuni dei tanti sintomi di una malattia comunque complessa.. boh.. pensavo, niente di nuovo, che c’è un grande e sottile confine e continuum tra sano e malato..

ps. per curiosità, l’immagine fa riferimento all’aneddoto del “filo rosso del destino”..

Porte chiuse.

blackdoor(1)

la crisi è caratterizzata dal fatto che in quel momento devi stare male.

se anche solo pensi di reagire, di trovare una soluzione.. ecco che è come se ricevessi solo porte sbattute in faccia.

è come se il mondo ti dice. no. no. ora tu non puoi fare niente. devi solo riconoscere di essere anche nulla. strumento di altro.

e ogni volta che provi a resistere, se devi restare nella crisi, trovi porte chiuse.

e in quel momento soffri. ti senti davvero abbandonato. ed è terribile.

per quanto sai che è tutto finto. per quanto sai che è tutto passeggero.

(che poi diciamocelo. ora è passeggero.

un tempo ho come l’impressione che fosse più duraturo e più terribile. una lunga agonia)

e allora lo senti. fa male. malissimo. vuoi solo che finisca. ti chiedi quando? quando? finchè quasi forse non importa più.

finche forse davvero a quel punto diventi nulla. tutto è una condanna.

(forse è in quel momento di massimo abbandono che nullifichi te, che impari sull’amore?)

poi quando vuole lui. (chi?). le porte ricominciano ad aprirsi.

e allora puoi reinterpretare di nuovo le cose, riprendere fiducia, riprendere speranza.

se prima tutto era buio. adesso tutto può riprendere luce.

ma se osservassi bene.. è come se in ogni momento qualcuno può giocare con un interruttore.. e mettere modalità dolore, piuttosto che modalità piacere. modalità inconsapevole, piuttosto che modalità consapevole.

però non può tenere quell’interruttore all’infinito. segue dei cicli. segue un ordine. in un certo senso. ma tu non sempre puoi saperlo.

Ricordarsi almeno, osservare, che però tutto ciò che è positivo.. ha lo stesso valore del negativo. e vorrei dirlo al mondo. anche se non è un messaggio di pace. D’altronde “sono venuto per dividere” diceva gesù, col suo messaggio di pace. forse l’accettare il negativo, dargli più spazio porta una nuova unione? in un certo senso.. ma non sbilanciamoci sul positivo. c’è più facile grande pubblicità al positivo, perchè quello è il momento dell’estroversione. nel negativo c’è di solito una tendenza alla repressione. o all’introspezione. al restare nascosto. rendiamoci conto che c’è. sempre e comunque sorella sofferenza ci accompagna. e non so se mi piace chiamarla sorella. come ormai non sento più come sorella la felicità. dare spazio al negativo.

e la porta si riapre.

la porta si sta aprendo. mi fa schifo ora. mi sa di finto. e mi sa di terrore.

e ho paura. perchè sento che non so se resisterò.

ma è inutile ribellarsi.

ogni volta che provo qualcosa. ogni volta che penso di rompere degli schemi.

ecco che in realtà ho semplicemente fatto ciò che era previsto. se rompo lo schema è perchè sono dentro lo schema. il massimo della libertà la raggiungerò con il massimo della prigionia.

perchè soffrire? perchè gioire?

recita. vivitela. è questo solo il senso. vivi tutto con pathos. la gioia e il dolore. le emozioni e anche l’apatia.

mi viene da dire. prova. divertiti a recitare. già quel divertimento mi sa di stridore. di finto.

però quel vivere come una recita mi affascina.

mi sta già plagiando con la sua luce. non ne sono felice.

Voci precedenti più vecchie